Federigo degli Alberighi: riassunto, analisi, commento

La novella di Federigo degli Alberighi è la nona della quinta giornata del Decameron, il capolavoro di Giovanni Boccaccio. L’opera, scritta dopo la terribile epidemia di peste del 1348, racconta il tentativo di dieci giovani fiorentini (sette ragazze e tre ragazzi) di sfuggire al disordine morale causato dal contagio, rifugiandosi fuori da Firenze. I protagonisti, per passare in campagna il tempo trascorso insieme (quindici giorni), si raccontano cento storie divise in dieci giornate (da cui il titolo della raccolta). Questo approfondimento è costituito da un riassunto breve della trama, divisa anche in sequenze narrative, e dall’analisi e dal commento di personaggi, morale, temi e figure retoriche; vi tornerà senz’altro utile per studiare o ripetere in vista di interrogazioni o verifiche.

Federigo degli Alberighi , riassunto breve e spiegazione facile della novella

La quinta giornata è dedicata agli amori felici: la regina – che ha deciso il tema – nonché la narratrice stessa della novella di Federigo è Fiammetta. Il riassunto breve di dieci righe di Federigo degli Alberighi che troverete qui di seguito vi permetterà di sintetizzare velocemente la trama senza essere superficiali e di soffermarvi sugli aspetti principali. Non sono 10 righe esatte (se le si conta con Microsoft Word) ma la lunghezza è più o meno quella. Veniamo al dunque.

Il nobile Federigo degli Alberighi è famoso a Firenze per la sua abilità militare, la cortesia e la generosità. Il giovane sfrutta queste doti per corteggiare Giovanna. Il protagonista consuma tutto il suo ingente patrimonio nel tentativo di conquistare l’amata, che, però, si sposa con un altro uomo.

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Federigo cade così in disgrazia e si ritira insieme al suo adorato falcone in campagna, dove possiede un piccolo appezzamento di terra. Anche Giovanna, nel frattempo rimasta vedova, si trasferisce in un podere vicino a dove abita Federigo. La donna, infatti, ha un figlio malato, che spera possa guarire grazie all’aria pura del contado. Il bambino fa amicizia con Federigo e si appassiona al suo falcone. Il piccolo si aggrava rapidamente e, come ultimo desiderio, domanda alla madre di poter avere il falcone tutto per sé.

Giovanna è costretta ad andare a casa di Federigo, che – molto povero e senza alcun cibo da offrire all’amata – sacrifica il suo falcone per cucinarlo a Giovanna. La donna rimane molto colpita dalla prova d’amore dimostrata da Federigo e, quando il figlio muore, decide di sposare il protagonista nonostante lo scetticismo dei fratelli.

Divisione in sequenze Federigo degli Alberighi : i contenuti della novella

La divisione in sequenze narrative di Federigo degli Alberighi permette di evidenziare gli snodi principali del racconto e di capire come si evolve la vicenda. La divisione in sequenze è un esercizio abbastanza diffuso ed è anche una richiesta che si trova spesso nelle verifiche scritte, quindi il consiglio è quello di leggere attentamente la scomposizione della trama per imparare ad essere autonomi con le altre novelle e in generale con altri testi.

  • Federigo degli Alberighi, nobile molto ricco e virtuoso, vive a Firenze.
  • Innamorato di Giovanna, una delle giovani più belle della città, inizia a organizzare grandi feste e ricevimenti per sedurla.
  • La donna, indifferente al lungo e impegnativo corteggiamento di Federigo, si sposa con un altro uomo.
  • Il protagonista sciupa il suo patrimonio ed è costretto a trasferirsi nella campagna di Campi, dove la vita è meno dispendiosa.
  • Federigo passa il tempo cacciando con il suo falcone.
  • Anche Giovanna, ormai vedova, si trasferisce in campagna per alleviare i problemi di salute del figlio.
  • Il bambino fa amicizia con Federigo e soprattutto con il falcone.
  • Il piccolo non migliora, anzi si aggrava sempre di più. Il suo ultimo desiderio è quello di poter giocare un’ultima volta con il falcone.
  • Giovanna allora si reca da Federigo, il quale, ancora molto innamorato, non sa quale pietanza cucinare alla donna. Non sapendo che cosa offrire all’ospite, uccide e cucina il falcone senza dire nulla.
  • La donna riconosce la nobiltà del gesto di Federigo, che ha sacrificato per amore ciò che aveva di più caro.
  • Il figlio di Giovanna muore;
  • La donna decide di sposare Federigo nonostante la contrarietà dei fratelli.
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Federigo degli Alberighi : analisi: personaggi e ruolo nella trama

Un’analisi della novella di Federigo degli Alberighi non può che partire dai personaggi: la novella è incentrata sulle virtù aristocratiche di Federigo, il cui amore per Giovanna è purissimo e va oltre il denaro. Il protagonista dimostra tutta la sua magnanimità nel sacrificio del falcone e nel gesto del dono: quest’ultimo è il simbolo della generosità e della spontaneità, che nel Decameron, e in generale nella società medievale, assume un significato di rilievo (sul tema del dono sono incentrate anche le novelle di Melchisedech e il Saladino, di messer Torello, di Zinevra, di Martuccio Gomito e Gostanza e tante altre). L’offerta del falcone ha poi un aspetto metaforico, perché il rapace nel Medioevo è l’emblema stesso della vita nobiliare e della caccia.

Giovanna, descritta all’inizio della novella per la sua grande avvenenza, non è un personaggio secondario o piatto: la donna è il motore della storia perché è in grado di riconoscere i suoi errori e di cambiare idea in favore di Federigo. Inoltre, a differenza di altre protagoniste del Decameron (es. Lisabetta da Messina, Ghismonda), sa farsi valere e imporsi sui fratelli, che in un primo momento ostacolano il matrimonio con Federigo (potete vedere al riguardo la bella interpretazione dell’attrice Jasmine Trinca, che veste i panni di Giovanna nel film dei fratelli Taviani Maraviglioso Boccaccio del 2015).

Commento morale, temi e retorica Federigo degli Alberighi

Il nostro commento di Federico degli Alberighi prosegue con l’analisi della morale, dei temi principali e della retorica.

La novella è strutturata su una rigida contrapposizione tra città e campagna: la prima parte della storia si svolge a Firenze, mentre la seconda a Campi. Non solo: la città è il luogo delle feste, della vita in società, dell’eccesso, laddove nel contado si trascorre il tempo da soli, in modo semplice e si è costretti a lavorare per sopravvivere (Federigo tutti i giorni si deve procurare il pasto andando a caccia).

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Dal punto di vista retorico e linguistico bisogna aggiungere che la narratrice della storia, Fiammetta, afferma che la vicenda di Federigo degli Alberighi era spesso ben raccontata a Firenze da Coppo di Borghese Domenichi (personaggio illustre in città nel Trecento). Fiammetta, attraverso questo aneddoto, vuole segnalare che a una novella, per essere avvincente, non basta la trama: è altrettanto importante la capacità di esprimersi in modo adeguato. Questa avvertenza non riguarda solo la narrazione delle novelle: dobbiamo tenerla ben a mente ogni volta che ci esprimiamo in pubblico o produciamo un testo scritto; insomma, la forma è anche sostanza.