Andreuccio da Perugia: riassunto, schema, analisi, commento

Andreuccio da Perugia è una novella del Decameron, l’opera più nota di Giovanni Boccaccio. L’opera, scritta verso il 1350, è una raccolta di cento novelle narrate da sette donne e tre uomini che cercano di sfuggire all’epidemia di peste nera rifugiandosi fuori da Firenze. Andreuccio da Perugia è raccontata da Fiammetta ed è la quinta novella della seconda giornata. Il tema sono le avventure a lieto fine e la regina è Filomena. Questo approfondimento è costituito da un riassunto breve della trama, che sarà divisa anche in sequenze narrative, e dall’analisi e dal commento di personaggi, morale, temi e figure retoriche; vi tornerà senz’altro utile per studiare o ripetere in vista di interrogazioni o verifiche.

Andreuccio da Perugia: riassunto breve di 10 righe

Il riassunto breve di 10 righe di Andreuccio da Perugia che troverete qui di seguito vi permetterà di sintetizzare velocemente la novella senza essere superficiali soffermandovi sugli aspetti principali. Non sono 10 righe esatte di Microsoft Word, visto che è sempre sbagliato eccedere nella sintesi, ma la lunghezza è più o meno quella. Veniamo al dunque.

Andreuccio è un giovane che decide di partire per Napoli con 500 fiorini per acquistare dei cavalli. Nella nuova città però rimane disorientato e a causa della sua ingenuità finisce a casa della prostituta Fiordaliso, intenzionata a rubargli i suoi averi. Andreuccio, fatto così cadere in una latrina con un inganno, viene chiuso fuori dalla casa che lo ospitava, e perde così anche il denaro e i vestiti.

Il giovane si mette in cerca del mare per darsi una ripulita ma a causa del suo girovagare si perde nei vicoli di Napoli e si rifugia in un casolare dove conosce due ladri che gli propongono un affare: rubare i gioielli sepolti nello stesso posto in cui giace il defunto arcivescovo. Andreuccio accetta e dopo un breve incidente al pozzo, dove i tre si erano recati per consentire al giovane di ripulirsi, giungono alla chiesa.

Qui Andreuccio capisce che i due ladri sarebbero fuggiti con tutto il tesoro, una volta che lui sarebbe tornato; decide quindi di tenere per sé l’anello dell’arcivescovo con un grosso rubino incastonato. A un certo punto i furfanti fuggono sentendo giungere altri predoni, messi in fuga proprio da Andreuccio, creduto da loro un morto tornato in vita. La vicenda si conclude positivamente con il ritorno del giovane a Perugia, più ricco rispetto a quando era partito.

Andreuccio da Perugia divisione in sequenze: gli avvenimenti principali

La divisione in sequenze narrative di Andreuccio da Perugia permette di evidenziare gli snodi principali del racconto e di capire come si evolve tutta la vicenda. La divisione in sequenze è un esercizio abbastanza diffuso ed è anche una richiesta che si trova spesso nelle verifiche scritte, quindi il consiglio è quello di leggere attentamente la scomposizione della trama per imparare ad essere autonomi con le altre novelle e in generale con altri testi.

  • Andreuccio decide di partire da Perugia in direzione di Napoli per comprare dei cavalli;
  • A Napoli la prostituta Fiordaliso, venuta a conoscenza dei fiorini in possesso del giovane e notando la sua ingenuità, lo attira a casa sua convincendolo di essere sua sorella;
  • A casa di Fiordaliso prima di andare a dormire Andreuccio si spoglia e decide di andare in bagno. Fiordaliso lo indirizza verso uno stanzino usato come latrina, e lui finisce direttamente tra i liquami a causa di uno stratagemma della prostituta. A causa della sua condizione gli viene vietato di tornare in casa;
  • Disperato, Andreuccio girovaga per le vie di Napoli alla ricerca del mare per ripulirsi, ma finisce in un vecchio casolare;
  • A causa dell’odore viene scoperto da due ladri che lo coinvolgono nel colpo che stanno organizzando: il furto dei gioielli dalla tomba dell’arcivescovo;
  • I tre giungono a un pozzo per permettere ad Andreuccio di lavarsi ma i due ladroni fuggono quando dei gendarmi giungono per bere dal pozzo. I gendarmi tirano la corda del pozzo ma vedono il giovane al posto del secchio e scappano terrorizzati;
  • Giunti alla chiesa e scoperchiato il sepolcro, i furfanti fanno entrare Andreuccio così che possa rubare il suo contenuto; il giovane comprende però che i due ladroni, ottenuto il tesoro, sarebbero fuggiti lasciandolo nuovamente solo e povero;
  • Sentendo giungere qualcuno i ladri scappano lasciando Andreuccio bloccato nel sepolcro; ma i nuovi arrivati, scopre presto il giovane, sono altri ladri (tra cui un sagrestano) con le stesse intenzioni del gruppo precedente;
  • Il gruppo apre nuovamente il sepolcro; il sagrestano entrato si sente prendere il piede (da Andreuccio) mentre scende e scappa impaurito con gli altri temendo si trattasse di qualche forza soprannaturale;
  • Ormai libero, Andreuccio può tornare a Perugia, in possesso ora di una ricchezza maggiore rispetto a quella di partenza.

Analisi e commento Andreuccio da Perugia: personaggi, morale e temi, figure retoriche

I personaggi maggiormente caratterizzati sono certamente il protagonista, Andreuccio, e l’astuta prostituta Fiordaliso. Gli altri individui che compaiono (i gendarmi, i ladri, i vicini ecc.) hanno una funzione diegetica secondaria, e permettono semplicemente alla novella di proseguire con un intreccio denso di avvenimenti e di suspense. Interessante, inoltre, come Andreuccio venga presentato da Boccaccio, almeno in parte, come quasi anti-eroe della vicenda, mai coerente e senza una forte volontà; solo nella conclusione questo stato di cose sarà ribaltato grazie alle esperienze fatte dal giovane.

Temi e morale della novella sono interessanti da osservare. Il racconto, costruito specificamente come una fiaba, viene espresso da un narratore onnisciente ed eterodiegetico: in questo modo, Boccaccio permette al lettore di notare con maggior immediatezza l’evoluzione del personaggio di Andreuccio, da giovane ingenuo a smaliziato “uomo di mondo”. Tramite questo espediente l’autore esprime la sua visione “moralizzata” della società a lui contemporanea, specialmente quella borghese.

Dal punto di vista retorico e linguistico di particolare rilevanza è lo scambio tra Andreuccio e la prostituta siciliana Fiordaliso, che ruota intorno ai diversi tratti semantici del verbo vedere.