Ulisse descrizione fisica, caratteriale e psicologica eroe Odissea

Ulisse è il protagonista dell’Odissea, la celebre opera di Omero che narra la storia dell’eroe successiva ai fatti della Guerra di Troia descritti nell’Iliade. Dopo aver dato una svolta decisiva alla battaglia contro i nemici concependo l’idea del Cavallo di Troia (sarebbe stato Epeo a costruirlo), Ulisse si è ritrovato a errare in mare per dieci anni, dimostrando tutte le sue qualità. Omero, attraverso l’epopea di Odisseo (nome greco di Ulisse), ha potuto approfondire meglio questo personaggio: la sua descrizione fisica, caratteriale e psicologica è per questo molto dettagliata. Le sue caratteristiche possono essere riassunte con la parola polymetis, l’uomo dotato di ingegno multiforme, capace di superare ogni avversità, senza necessariamente utilizzare quella forza tipica degli eroi dell’Iliade. Questo termine è stato adoperato da Omero come epiteto per descrivere Ulisse: racchiude le qualità del protagonista dell’Odissea, di cui potrete sapere tutto continuando con questa analisi a lui dedicata.

Ulisse descrizione breve: presentazione dell’eroe dell’Odissea

La descrizione di Ulisse nell’Odissea comincia a delinearsi già dal proemio, dalla parte iniziale del racconto delle sue gesta, quando Omero lo definisce “l’eroe del lungo viaggio”, “colui che distrusse la città sacra di Ilio” e ancora “colui che soffrì molti dolori nell’animo”. Una persona comune non avrebbe potuto attraversare le peripezie toccate in sorte a Ulisse e, non a caso, nessuno dei suoi compagni di viaggio farà mai ritorno a Itaca. Questo cosa significa? Che bisogna essere dotati di una mente multiforme per poter superare ogni difficoltà mantenendo intatta la propria umanità.

Ulisse è l’uomo dalla mente accorta, ossia l’eroe simbolo dell’astuzia, dell’intelligenza e della prudenza. Incarna perfettamente la metis greca, l’intelligenza attiva ed esecutrice, che si estrinseca, nel caso di Ulisse, in cinque forme: polymetis (uomo molto astuto), polymechanos (uomo molto abile), polytlas (uomo molto paziente), polytropos (l’uomo del lungo viaggio), ptoliportos (il conquistatore di città).

Odisseo descrizione fisica

Odisseo fisicamente incarnava il prototipo dell’eroe greco? In parte. Era bello, aveva i capelli biondi e la pelle olivastra sana e brillante, ma era probabilmente basso. Si evince, nelle opere omeriche, che fosse più basso della maggior parte degli eroi: Agamennone e Menelao erano molto più alti rispetto a lui, ma non avevano la sua stessa larghezza di spalle. Aveva, infatti, una corporatura prestante, atletica e, a dispetto dell’altezza, maestosa.

La statura di Odisseo è un elemento particolare all’interno dei racconti degli eroi greci, concepiti tutti come degli uomini slanciati, che si ricollega al suo carattere, non tipico dei protagonisti principali della Guerra di Troia. L’eroismo cambia forma e da forza muscolare indiscussa (ne è modello Achille nell’Iliade) diventa forza mentale e quindi ingegno nell’Odissea.

La sua bellezza indiscussa viene valorizzata da Atena ogni qualvolta quest’ultima decide di aiutarlo: quando accade, tutti notano il suo splendore che rassomiglia a quello di una divinità. Restano vinte dalla sua bellezza sia la maga Circe sia la ninfa Calipso, che lo trattiene nell’isola di Ogigia col chiaro intento di sposarlo (ma senza successo).

Odisseo descrizione carattere e aspetti psicologici

Ulisse è dunque un eroe dalla riconosciuta bellezza: questa è una caratteristica che, nel mondo greco, si rispecchia con una bellezza interiore, con un mondo di valori indistruttibili. Questa unione di “bello” e “buono” viene chiamata kalokagathìa. Quali sono le virtù di Ulisse? Il coraggio, la sensibilità e la fedeltà.

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È un eroe coraggioso perché ha affrontato mostri mitologici come Polifemo e Scilla, senza nascondere però la sua paura, la sua fragilità, la sua insicurezza. Ulisse, a differenza degli altri Achei come Achille, non nasconde le proprie debolezze, che puntualmente vengono superate dalla sua audacia e soprattutto dal suo ingegno. Altra caratteristica precipua di Ulisse, la sua estrema sensibilità: si commuove nel veder spegnersi il suo cane Argo, che ha atteso il suo ritorno per un numero considerevole di anni; piange, inoltre, quando crede di non esser più in grado di ritornare da sua moglie Penelope a causa della prigionia della ninfa Calipso e quando abbraccia il suo ritrovato figlio Telemaco.

Penelope, Telemaco, Itaca e il suo popolo: a loro ha giurato fedeltà, il ritorno alla sua famiglia, alla sua patria, dove poter trascorrere insieme alle persone che ama un periodo finalmente felice, dopo che si sarebbe sbarazzato dei Proci, i pretendenti al trono. L’attaccamento alla famiglia e la paura di errare senza una meta si evincono già nell’Iliade: il personaggio si finge pazzo quando Agamennone tenta di arruolarlo nel suo esercito in vista della Guerra di Troia. Questo suo atteggiamento non deve essere confuso con codardia: l’oracolo gli aveva annunciato che, se avesse partecipato al conflitto, sarebbe stato vittima del mare per innumerevoli anni, subendo le peggiori pene e ritornando nella sua città come uno straccione.

Ulisse, al contrario, ha dimostrato sempre il suo coraggio, la sua astuzia e la sua saggezza: ha ingannato Polifemo ferendolo al suo unico occhio per salvare sé stesso e i suoi amici dalla sua insaziabile fame, presentandosi come Nessuno (quando i suoi simili gli avrebbero chiesto chi lo avesse reso cieco, lui avrebbe risposto “nessuno”); è riuscito a entrare a Itaca spacciandosi per un mendicante, facendo così abbassare la guardia ai Proci; si è fatto legare all’albero maestro della sua nave per non morire per colpa del canto delle sirene; ha costruito senza aiuti esterni la zattera che gli ha permesso di abbandonare l’isola di Ogigia (sede di Calipso); ha elaborato il progetto del Cavallo di Troia per entrare nelle mura nemiche e mettere a ferro e fuoco la città. Grazie a questo, gli viene attribuito il titolo di “distruttore e conquistatore di città”.

Vanno anche considerate le qualità da capitano, da leader. Autorevole ma non autoritario, saggio e paziente, sempre attento alle richieste dei suoi uomini, ai quali ha dato preziosi consigli, molti dei quali non sono stati ascoltati, come quando hanno divorato le vacche sacre del dio Sole, incappando nella sua ira. Salva molti di loro quando vengono trasformati in maiali dalla maga Circe.

Altro aspetto che non va sottovaluto: Ulisse è devoto agli dei, soprattutto ad Atena, la quale ha reso possibile il suo ritorno a Itaca, prendendo per mano anche Telemaco, al quale racconta tutta la verità sulla morte del padre. Nel famoso Concilio degli dei, Atena intercede per lui e anche Zeus apprezza il grande ingegno dell’eroe, facilitandogli la fuga da Calipso e cercando di rabbonire l’ira funesta di Poseidone (Polifemo è suo figlio).

Descrizione di Odisseo in 10 righe

Ulisse è un eroe greco di bell’aspetto, dotato di grande carisma, dai biondi capelli brillanti e dalla pelle olivastra; non è molto alto, ma ha un fisico atletico e spalle larghe e robuste. Qualità fisiche, queste, che hanno stregato persino la ninfa Circe, la quale lo avrebbe voluto come suo sposo. Ma la fedeltà per sua moglie Penelope, per il figlio Telemaco e per Itaca, la terra natia, è stata sempre presente in lui: mostrando coraggio, ha affrontato dei e mostri mitologici, sfruttando la sua astuzia per fuggire persino dalle grinfie di Polifemo.

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Ulisse è definito l’eroe dalla mente multiforme proprio perché presenta caratteristiche che gli consentono di trovare una soluzione a ogni avversità. Ma ha dimostrato, durante il suo lungo viaggio, anche sensibilità (commuovendosi alla vista del suo cane Argo e di suo figlio Telemaco) e un certo attaccamento ai suoi compagni di viaggio, ai quali ha sempre dispensato consigli utili. Ulisse ha potuto contare sull’aiuto di Atena e Zeus per il ritorno a casa, dimostrando anche di essere devoto.

Elenco delle qualità fisiche e caratteriali di Ulisse

Le qualità fisiche, caratteriali e psicologiche di Ulisse emerse nell’Iliade e nell’Odissea, l’opera di Omero di cui è protagonista, possono essere organizzate in un elenco. Ecco com’è Ulisse.

  • Saggio;
  • Astuto;
  • Seduttivo;
  • Coraggioso;
  • Carismatico;
  • Valoroso;
  • Sensibile;
  • Bello;
  • Atletico;
  • Autorevole;
  • Devoto;
  • Prudente;
  • Intelligente;
  • Multiforme:
  • Distruttore di città;
  • Viaggiatore errante;
  • Fragile;
  • Umano.

Odisseo e Ulisse sono la stessa persona?

Nonostante i nomi sembrano molto diversi, Odisseo e Ulisse sono la stessa persona. Il primo è utilizzato da Omero e dai greci, che dà, come è evidente, il nome stesso dell’opera. Questo nome sarebbe stato scelto dal nonno materno Autolico, attribuendogli il significato di “odiato dai nemici“, proprio perché un giorno sarebbe stato aborrito dai Proci, dai troiani, dai suoi avversari tutti (comprese le creature mitologiche come Polifemo) e dal dio Poseidone.

Con la traduzione latina, il nome è cambiato, divenendo Ulisse: si deve tutto questo al drammaturgo Livio Andronico. Dal mondo romano, ha preso sempre più piede Ulisse anziché Odisseo, giungendo fino ai nostri giorni. Nel corso del tempo, sono stati attribuiti altri significati al nome Ulisse: “causa di ira“, per via delle reazioni negative che i suoi inganni hanno provocato in Poseidone e in altri personaggi; “minuto” o “piccolo“, per via della sua statura.

A causa degli inganni di Odisseo, Dante Alighieri lo pone all’Inferno nella Divina Commedia: secondo lo scrittore e poeta, la sua astuzia ha una valenza negativa perché utilizzata per provocare dolore e disordine. La figura di Ulisse ha ispirato e continua a ispirare numerosi artisti, basti pensare a Ugo Foscolo e alla sua opera A Zacinto, Giovanni Pascoli e l’opera L’ultimo viaggio di Ulisse, James Joice e la sua opera Ulisse, Milan Kundera e la sua opera L’ignoranza.

Storia di Ulisse in breve

Il re di Itaca Ulisse (o Odisseo) viene assoldato da Agamennone e Menelao per la Guerra di Troia per via del suo ingegno e della sua arte dell’inganno e della seduzione. Durante il conflitto, rende possibile la costruzione del Cavallo di Troia, che permette agli Achei di trionfare.

Il suo ritorno a casa avviene solo dopo venti anni: i primi dieci passati sul campo di battaglia, gli altri dieci fra un’isola e l’altra, in balia delle onde e della furia di Poseidone, il quale abbatte su di lui la divina vendetta a causa della cecità del figlio Polifemo provocata proprio dall’eroe. Per salvare sé stesso e i suoi compagni di viaggio dalla fame insaziabile del ciclope, Ulisse lo ferisce al suo unico occhio, riuscendo a fuggire; Polifemo chiede aiuto ai suoi amici, ma tutti si prendono beffe di lui perché Ulisse si è presentato al suo cospetto col nome Nessuno. Ogni volta che gli chiedono: “chi è stato a farti questo?”, lui risponde con “nessuno”.

Poseidone, però, scoprendo chi è stato il colpevole, lo maledice, prolungando il suo viaggio verso casa. Finisce sull’isola della maga Circe, dove i suoi compagni vengono trasformati in maiali, poi su quella della ninfa Calipso, che lo lega a lui per sette lunghi anni, con la speranza di sposarlo. Ma la fedeltà di Odisseo è incrollabile e, grazie all’intervento di Zeus, abbandona l’isola con una zattera.

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Ritorna a Itaca travestendosi da mendicante: la città è sotto assedio per colpa dei Proci, nobili intenti a sposare sua moglie Penelope, che ha tessuto e disfatto la sua tela all’infinito per rimandare il giorno di nuove nozze. Lei aveva detto ai pretendi che avrebbe sposato uno di loro solo nel momento in cui avrebbe terminato il suo lavoro. Telemaco, il figlio di Ulisse, ha aspettato il suo ritorno, non credendo mai alla sua morte grazie all’intervento della dea Atena, che ha reso possibile il ricongiungimento di padre e figlio.

Non appena Ulisse mette piede sulla sua terra, incontra il suo fedele cane Argo, che può finalmente spirare dopo averlo atteso per venti lunghi anni. Guidato dalla dea Atena, Odisseo si sbarazza dei Proci e riconquista la sua tranquillità domestica, regnando senza più avversità.

Ulisse personaggio storico: è mai esistito?

Non ci sono prove incontrovertibili dell’esistenza storica di Ulisse, quindi continua a rimanere un personaggio mitologico legato alle opere di Omero, l’Iliade e l’Odissea. Bisogna però considerare alcune operazioni archeologiche effettuate a Itaca, situata nella Grecia continentale, condotte dal professor Atanasio Papadopoulos-Keameus dell’università di Ioannina: resti rinvenuti di un edificio a tre livelli, di fontane e frammenti di porcellana micenea risalenti al 1300 a.C. farebbero pensare a un regno simile a quello di Odisseo e dunque alla reale esistenza di questo personaggio.

Riassunto Ulisse descrizione fisica, caratteriale e psicologica eroe Odissea

Il riassunto della descrizione di Ulisse è utile per poter fissare meglio i concetti appresi finora e rendere così più efficiente lo studio di questo eroe greco.

Ulisse (o Odisseo) è il protagonista dell’Odissea e uno degli eroi della Guerra di Troia narrata nell’Iliade: ambedue opere di Omero. Uomo bello e atletico (ma di bassa statura) dall’ingegno multiforme, astuto, coraggioso e fedele. Riesce a sopravvivere a mostri come Polifemo, Scilla e le sirene, ma anche a non perdere la vita a causa della furia di Poseidone.

La sua devozione nei confronti degli dei, in particolare verso Atena, gli permette di fuggire dalla prigionia di Calipso e di fare ritorno a Itaca, dove riabbraccia suo figlio Telemaco e sua moglie Penelope, dopo aver schiacciato i Proci dimostrando intrepidezza e spiccate capacità nell’arte della guerra, affinate soprattutto grazie alla Guerra di Troia, durante la quale si è ingegnato per dar vita al famoso Cavallo di Troia.

Odisseo è anche un personaggio sensibile: piange quando rivede il cane Argo, suo figlio Telemaco e sua moglie Penelope; oppure quando, prigioniero di Calipso, si accorge che non avrebbe mai più fatto ritorno alla sua Itaca. Non solo: un comandante autorevole ma non autoritario, che dispensa consigli preziosi ai suoi compagni, cercando di salvarli da ogni pericolo.