Il Concilio degli dei riassunto, parafrasi, analisi e figure retoriche

Il Concilio degli dei è uno dei momenti più importanti dell’Odissea di Omero perché viene decisa la sorte di Ulisse (o Odisseo), il quale è stato costretto a navigare per dieci lunghi anni dopo la Guerra di Troia. Viene messo in risalto l’intervento di Atena, che decide di rivolgersi a Zeus per poter rendere possibile il ritorno di Ulisse a Itaca, da sua moglie Penelope e suo figlio Telemaco. Con riassunto, parafrasi, analisi e figure retoriche risulta meno complicato capire l’importanza del Concilio degli dei e il modo in cui si snoda la storia di Ulisse.

Il Concilio degli dei, riassunto scena Odissea libro 1

Gli dei si riuniscono, in occasione di un banchetto del libro 1 dell’Odissea, per narrare le gesta di Oreste, il figlio di Agamennone e Clitennestra. Il ragazzo ha dovuto abbandonare gli agi della sua casa per la preoccupazione che Egisto, subentrato ad Agamennone per la guida del regno di Micene (mentre l’eroe greco era impegnato nella Guerra di Troia), avrebbe potuto assassinarlo: in quanto figlio maschio, Oreste si sarebbe seduto sul trono del padre, una volta che quest’ultimo avrebbe perduto la vita.

È stata Clitennestra, moglie di Agamennone, ad aver commesso l’omicidio: aveva studiato tutto nei minimi dettagli dopo aver assistito al sacrifico della figlia Ifigenia da parte del re per poter ingraziarsi il favore degli dei, i quali gli avrebbero concesso il vento per poter viaggiare alla volta di Troia. Oreste, dunque, ritorna per vendicare il padre e riesce nell’impresa, diventando il sovrano di Micene.

Durante il Concilio degli dei, Zeus apprezza il coraggio e la forza di Oreste. Tutti gli dei sono d’accordo con lui e Atena ne approfitta per parlare di un altro eroe della Guerra di Troia: Ulisse, il quale, a causa dell’ira di Poseidone, non può far ritorno alla sua amata Itaca. Zeus ricorda con grande piacere la devozione da parte del sovrano e, per questa ragione, promette ad Atena di far il possibile affinché possa ricongiungersi alla sua famiglia.

Ulisse, in quel preciso momento, è vittima del sortilegio della ninfa Calipso, la quale vorrebbe sposarlo. Ulisse, pur giacendo a letto con lei, non ha mai acconsentito alla sua richiesta, dimostrando cieca fedeltà all’amore che lo lega a sua moglie Penelope, alle prese con i Proci: tra questi, uno avrebbe potuto prendere il posto di Ulisse, qualora quest’ultimo fosse morto.

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Parafrasi Il Concilio degli dei

La parafrasi de Il Concilio degli dei è stata realizzata seguendo la traduzione italiana dell’Odissea del celebre Ippolito Pindemonte, poeta, letterato e traduttore veronese del 1800. Il Concilio comincia dal verso 48 del primo libro dell’Odissea e termina al verso 133. In questa parte del canto, emergono anche caratteristiche principali di Ulisse.

“L’uomo incolperà sempre gli dei?” – disse Giove –. “È lui stesso a creare le proprie sofferenze e invece incolpa noi. Lui chiama destino questa sua stoltezza. Ne è un esempio Egisto: sposò la moglie di Agamennone e poi uccise quest’ultimo, al suo ritorno da Troia, pur conoscendo il proprio destino. Noi gli avevamo mandato Hermes, messaggero dall’occhio acuto, per avvertirlo: non avrebbe dovuto giacere nello stesso letto della donna e uccidere Agamennone. ‘Suo figlio Oreste lo vendicherà, quando sarà diventato un giovane uomo e sentirà il richiamo della sua patria’: queste furono le parole di Hermes, ma Egisto non lo ascoltò e adesso ha pagato tutto in una volta sola”.

Atena, la dea degli occhi azzurri, così gli rispose, lui che è figlio di Crono e padre di tutti gli dei: “Egisto ha avuto quello che più si meritava. Dovrebbero ora morire anche tutti coloro che commettono questi stessi errori, ma io sto soffrendo per il coraggioso Odisseo, infelice perché soffre da molto tempo per la lontananza dei suoi cari, restando in quell’isola nel bel mezzo dell’oceano. Su quell’isola di boschi ombrosi, abita la figlia immortale del temibile Atlante, che conosce tutti i posti più nascosti dei mari e regge le immense colonne che sorreggono il cielo”.

“Proprio la figlia di Atlante trattiene Odisseo, l’eroe triste e inconsolabile. Lei cerca di togliergli Itaca dal cuore con parole dolci e seducenti. Lui vorrebbe almeno vedere il fumo dei tetti della sua Itaca e poi morire per sempre. Questo ti fa commuovere, dio dell’Olimpo? Ti erano graditi i suoi sacrifici, sulle navi degli Achei, quando si trovava sulla terra di Troia? Zeus, perché lo odi fino a questo punto?”.

Le rispose, allora, il creatore di nubi: “Figlia mia, com’è possibile che ti siano uscite queste parole dalla bocca? Non potrei mai dimenticarmi del divino Odisseo, che ha dimostrato di possedere la più grande mente fra i mortali e ha offerto sacrifici agli dei del vasto cielo più di chiunque altro. Purtroppo Poseidone, il protettore della terra, è irato perché lui ha reso cieco l’unico occhio del figlio Polifemo, nonostante fosse il più possente dei Ciclopi. Fu partorito dalla ninfa Toosa, figlia di Forco, re dei mari sconosciuti, che si unì a Poseidone in una grotta profonda. Da quando ha accecato Polifemo, il dio che scuote la terra non permette a Odisseo di tornare a casa e, senza mai ucciderlo, lo costringe a navigare sulle onde pericolose dell’oceano. Adesso riflettiamo su come far ritornare Odisseo a Itaca e frenare l’ira di Poseidone. Lui lotterà da solo contro tutti noi dei? Non ne sarebbe in grado”.

Rispose Atena, la dea dagli occhi azzurri, al figlio di Crono, padre di tutti gli dei e potente fra i potenti: “Se è questo che desiderano gli dei beati, ossia che il saggio Odisseo faccia ritorno a casa, mandiamo subito Hermes sull’isola di Ogigia, perché alla ninfa dalle belle trecce lui riferisca quanto prima l’immutabile decisione: che il forte e sapiente Odisseo deve ritornare a Itaca. Io, intanto, mi recherò a Itaca per infondere al figlio Telemaco il coraggio giusto per radunare gli Achei dai lunghi capelli in consiglio e scacciare i Proci, che continuano a sgozzare le sue greggi di pecore e i docili buoi dalle corna a forma di luna. Fatto ciò, lo manderò a Pilo sabbiosa e a Sparta, così da poter sapere la verità sul caro padre, se ce ne fosse davvero una; inoltre, durante il viaggio, potrà godere anche lui di una certa fama”.

Il Concilio degli dei, Odissea libro 1: analisi e commento

Ne Il Concilio degli dei dell’Odissea, viene evidenziata la difficoltà del ritorno di Ulisse. Tema centrale dell’intera opera è proprio il ritorno, che viene impossibilitato a causa dell’ira di Poseidone e dalla volontà di Calipso di prendere l’eroe come suo sposo.

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Commento breve

Atena, che ha a cuore le sorti di Odisseo, prende la parola, durante il concilio in cui si dibatte sul tema delle responsabilità dell’essere umano in relazione alle proprie sofferenze (sono gli dei a causargli dolore oppure se lo auto-infligge?) e si riflette sul caso di Egisto che, assassinando Agamennone, ha firmato la sua condanna, in quanto giustiziato dal figlio dell’eroe greco Oreste.

Approfittando della questione sollevata da Zeus, Atena spiega che, alcune volte, anche le divinità possono diventare fautrici del male negli uomini: la ninfa Calipso, per esempio, tiene prigioniero nell’isola di Ogigia l’eroe Ulisse perché vuole convincerlo a sposarsi con lei, impedendogli così il ritorno a Itaca, dove ad attenderlo c’è la moglie Penelope e il figlio Telemaco.

Atena spiega che intende aiutare Ulisse, ma che servirebbe anche l’intervento del più potente degli dei, suo padre Zeus. Per convincerlo, Atena gli ricorda che Odisseo è stato sempre devoto nei suoi confronti e che, durante la Guerra di Troia, ha fatto numerosi sacrifici. Zeus, che ricorda con gioia Odisseo, definito proprio come lui “dalla mente accorta”, decide di intervenire e placare la furia di Poseidone, il quale si è accanito nei confronti di Ulisse dopo che quest’ultimo ha reso cieco il suo amato figlio Polifemo.

Forte della promessa di Zeus, Atena decide di incontrare Telemaco, per infondergli il coraggio necessario per scoprire la verità sul ritorno del padre, andando sia a Pilo sia a Sparta, dove incontrerà Menelao: lui e il fratello Agamennone hanno condotto l’assedio di Troia, potendo contare sulla mente geniale di Ulisse. Dopo i dieci anni di guerra, Menelao e Ulisse si sono separati: il primo ha fatto ritorno a casa con sua moglie Elena (rapita in precedenza da Paride), il secondo, invece, ha dovuto continuare il suo periglioso viaggio verso la sua terra natale, Itaca.

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Riassunto breve Il Concilio degli dei con mappe concettuali: spiegazione facile per ripetere velocemente

Per fissare meglio tutti i concetti, questo riassunto breve de Il Concilio degli dei con spiegazione risulta essere un valido strumento di studio. Non mancano, inoltre, le indispensabili mappe concettuali, con cui poter avere un’idea generale di uno degli eventi principali del Canto I dell’Odissea.

Durante Il Concilio degli dei, Atena chiede a Zeus di aiutare Ulisse, sempre devoto al padre degli dei: è tenuto prigioniero dalla ninfa Calipso, che intende sposarlo e tenerlo lontano per sempre da Itaca. Zeus, che ha sempre avuto stima per l’eroe, decide di liberarlo dalla prigionia e di abbonire Poseidone, irato perché ha reso cieco suo figlio Polifemo. Zeus dà la sua parola ad Atena, la quale può incontrare così Telemaco, il figlio di Ulisse, per spingerlo a indagare sulla sorte di suo padre recandosi a Pilo e a Sparta.