Decadentismo riassunto: Europa e Italia, data, autori temi

Il Decadentismo è un periodo artistico-letterario che si colloca tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento e che vede affermarsi una nuova sensibilità soprattutto a causa del fallimento del Positivismo; con la sua fiducia nella ragione e nel progresso quest’ultimo non era riuscito a dare risposte alle nuove esigenze di una società che stava vivendo i cambiamenti e le contraddizioni della Belle Époque tra sviluppo industriale, imperialismo, nazionalismo e non solo. Di seguito troverete un riassunto sul Decadentismo in Europa e in Italia con riferimenti precisi a date, autori e temi per ripetere in vista di compiti in classe e interrogazioni.

Decadentismo, significato letterario ed etimologia della parola: uso e sinonimi

Il termine decadenza è stato usato dal poeta francese Paul Verlaine nella lirica Le languer, precisamente nel primo verso Je suis l’Empire à la fin de la décadence ‘Io sono l’Impero alla fine della decadenza’. Con queste poche parole l’autore paragona il proprio spirito languido, cioè debole, alla debolezza dell’Impero romano nel suo periodo di declino. Il termine decadentismo deriva proprio da décadent e fa riferimento un’epoca ormai giunta al tramonto.

Lo spirito e l’atteggiamento decadentista affonda le sue radici nell’opposizione al Positivismo: la fede nella scienza e nel progresso non aveva dato i risultati sperati poiché essa non era più in grado di rispondere ai dubbi, anche esistenziali, di una società che stava cambiando; durante la Belle Époque si assiste infatti non solo allo sviluppo scientifico e industriale ma anche alla diffusione del nazionalismo e dell’imperialismo, rispetto a cui l’uomo si trova spaesato e cerca una via di fuga. Proprio la fuga è un concetto-chiave per descrivere lo spirito decadentista: essa è basata su un atteggiamento dichiaratamente anticonformista e ostile nei confronti del presente, in cui si era affermata una borghesia ormai poco interessata agli ideali della Rivoluzione francese e dedita soprattutto al guadagno e al rafforzamento della propria posizione.

Inizialmente il termine decadente designava con disprezzo la nuova generazione dei cosiddetti “poeti maledetti”, o meglio i poètes maudits, come li definisce Paul Verlaine nella sua raccolta Les poètes maudits. Il poeta francese pubblica le liriche di numerosi autori, tra cui spiccano Tristan Corbière, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé, ma non manca neanche lo stesso Verlaine, nella medesima raccolta li definisce poètes absolus, cioè ‘poeti assoluti’, par l’imagination, absolus dans l’expression ‘per l’immaginazione, assoluti nell’espressione’.

Essi rifiutano la morale borghese conducendo uno stile di vita sregolato e dissennato, in una parola: autodistruttivo. S’impongono sulla scena tuttavia per un nuovo modo di pensare e di approcciarsi alla nuova società che si stava affermando. Allora décadent, quel termine usato con intento dispregiativo, passò a indicare una nuova sensibilità che influenzò in modo profondo l’arte e la letteratura.

Decadentismo data inizio e fine: il periodo storico

Prima di parlare delle date d’inizio e fine del Decadentismo è opportuno fare una premessa: un periodo storico-letterario, artistico ecc. non si apre mai all’improvviso poiché qualsiasi cambiamento avviene lentamente negli anni fin quando non diventa evidente. È solo col tempo che si riesce a fissare una sorta di cronologia; questa datazione a cui gli studiosi fanno riferimento non deve però indurre in errore: dall’oggi al domani non nascono nuovi movimenti, soprattutto se i cambiamenti che li riguardano sono così netti come quelli dei decadentisti.

L’inizio del Decadentismo è collocato negli anni Ottanta dell’Ottocento, quando in Francia si afferma un movimento artistico che si oppone al Positivismo e che ha una sua vitalità fino agli anni della Prima Guerra Mondiale, periodo in cui si colloca la sua conclusione secondo l’opinione più diffusa.

Il precursore del Decadentismo è senz’altro Charles Baudelaire, autore dell’opera Les Fleurs du Mal che in qualche modo anticipa, vivendo tra il 1821 e il 1867, l’atteggiamento degli autori e intellettuali decadentisti e i loro temi: è una sorta di padre spirituale del movimento. Significativi sono due aspetti delle liriche del poeta: egli si sofferma sullo spleen, su cui è incentrata tra le altre la sua poesia Spleen, che indica una sorta di angoscia, noia, senz’altro un disgusto verso la vita, e sull’ideal che indica un ‘ideale’ da seguire, un mondo in cui rifugiarsi che corrisponde in genere a posti esotici e incontaminati.

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Il ruolo di Paul Verlaine nella comprensione profonda del movimento è fondamentale: come si è detto, è dalla poesia Languer, pubblicata prima nella rivista Le Chat Noir e poi nella raccolta Alors et maintenant del 1883, che deriva il termine décadence, ed è l’opera Les poètes maudits, pubblicata prima nel 1884 e poi ampliata e pubblicata nel 1888 con liriche di nuovi autori, a raccogliere le poesie dei principali decadentisti francesi. Sono quindi le sue opere a caratterizzare in modo significativo la cronologia del Decadentismo.

Sempre negli anni Ottanta, precisamente nel 1886, viene fondata la rivista più importante del movimento, Le Décadent, che interrompe le pubblicazioni qualche anno più tardi, nel 1888. Lo spirito che la animava è sempre stato quello antiborghese tipico dei decadentisti. È negli anni Ottanta insomma che si afferma il movimento.

Decadentismo, riassunto facile dei temi

Una nuova sensibilità

Un riassunto facile dei temi del Decadentismo non può che partire dalla nuova sensibilità che sviluppano i suoi esponenti: essa è basata anzitutto sull’anticonformismo e su una critica serrata al mondo borghese, un vero e proprio rifiuto della morale comune. In questo senso l’artista è maledetto, ribelle, e conduce una vita da bohémien, cioè dissennata e dedita ai vizi e agli eccessi.

In genere l’artista non partecipa alle battaglie sociali, civili e politiche perché è consapevole della fine, cioè crede che ogni sforzo sia inutile e che la vita non abbia più senso. Nella lirica Languer Verlaine lo dice espressamente al verso 11 Ah! tout est bu, tout est mangé! Plus rien à dire! ‘Ah! Tutto è bevuto, tutto è mangiato! Niente più da dire!’.

Il decadentista rifiuta anche l’idea della ragione come unico mezzo per conoscere la realtà, e non ha più fiducia nel progresso, in aperto contrasto con i valori del Positivismo che aveva segnato la prima metà dell’Ottocento. Tale atteggiamento è stato favorito anche dagli studi sulla psicanalisi di Sigmund Freud che introduce i concetti di inconscio e subconscio confermando di conseguenza che la realtà non è esplorabile solo con le teorie scientifiche; anzi sono proprio gli impulsi dell'”io” nascosto a emergere nella creazione poetica.

In generale i decadentisti hanno una visione soggettiva e individualistica del mondo: ciò significa che la realtà corrisponde all’io del singolo; potremmo dire senz’altro che essa corrisponde al modo in cui l’individuo la percepisce. Ed è per questo che la psicanalisi diventa un punto di riferimento: questa fa emergere infatti l'”io” nascosto, soffocato dalle convenzioni sociali che adesso gli artisti rifiutano.

I decadentisti fanno particolare attenzione alle realtà segrete che vanno oltre a ciò che si percepisce normalmente e che possono essere colte ed esplorate soprattutto attraverso l’intuizione. Proprio l’intuizione e l’elemento irrazionale permettono di trovare le famose corréspondances, cioè le ‘corrispondenze’, tra le cose. Gli artisti decadentisi vedono mondi diversi, arcani, nascosti, e riescono a decifrarne i simboli, a coglierne le analogie con il reale. L’artista è un veggente che quindi fa dell’irrazionalità, e non della ragione, la chiave per interpretare il mondo che lo circonda.

Ancora, l’artista rifiuta categoricamente l’impegno politico e sociale: la sua arte è libera dalla morale e viene esaltata in quanto tale, cioè come valore assoluto. Ecco perché il decadentista, con il suo culto del bello, è anche un esteta.

L’intellettuale cerca infine di affermare completamente sé stesso elevandosi rispetto alle masse popolari e proponendosi come guida: ne è un esempio per l’Italia Gabriele D’Annunzio che riprende, sebbene in maniera distorta, il concetto di “superuomo” elaborato dal filosofo Friedrich Nietzsche.

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I temi principali

I temi principali del Decadentismo sono strettamente collegati alla nuova sensibilità di poeti e scrittori che ovviamente influenza il modo di fare arte in generale.

L’anticonformismo e il senso di ribellione sfociano in vitalismo, cioè in una vita condotta senza i freni della morale. I temi del pessimismo, della solitudine, del male di vivere (lo spleen di cui parla già Baudelaire) sono quelli di una società smarrita dinanzi ai cambiamenti dell’epoca. L’esoterismo, la magia, il mistero derivano dall’irrazionalità che è alla base del nuovo approccio alla realtà. L’artista esteta inoltre esalta la bellezza come valore assoluto. Ancora, l’interesse per l’interiorità sfocia in temi come il sogno, inteso come mezzo di evasione dalla realtà.

Spiccano infine i temi del superomismo, cioè dell’uomo che si pone al di sopra dei comuni individui, e del panismo: nell’esperienza panica l’uomo diventa tutt’uno con la natura (si pensi solo a quanto viene descritto nella poesia La pioggia nel pineto di D’Annunzio).

Le correnti principali del Decadentismo

Le correnti del Decadentismo sono numerose e sono accomunate in generale dalla nuova sensibilità sviluppatasi nel corso di quegli anni.

In Francia si afferma il Parnassianesimo, caratterizzato da una poesia raffinata e colta; l’arte recupera il classicismo, non è impegnata ed è fine a sé stessa, quindi non si fa portatrice di messaggi sociali.

Lo stesso atteggiamento è alla base dell’Estetismo in Inghilterra: anche gli artisti di tale corrente esaltano l’arte per l’arte, la bellezza, conducono uno stile di vita raffinato e aristocratico, e rifiutano la morale comune, la semplicità. Precursore dell’Estetismo è
Joris-Karl Huysmans, il cui romanzo À rebours (tradotto tra gli altri come Controcorrente o A ritroso) è con il suo protagonista dandy, cioè eccentrico, Des Esseintes una delle opere più significative del Decadentismo. Opera indiscussa dell’Estetismo è il romanzo di Oscar Wilde The picture of Dorian Gray ‘Il ritratto di Dorian Gray’, la cui Prefazione può essere considerata un vero e proprio manifesto.

Decadentismo e Simbolismo: differenze e analogie

In Francia si afferma il Simbolismo. Il simbolista cerca una realtà profonda e misteriosa che va oltre quella percepita, com’è tipico della nuova sensibilità decadentista; tale realtà è colta attraverso l’intuizione ed è descritta con un linguaggio musicale e analogico che permette associazioni nuove di parole e immagini: la parola quindi si fa evocativa e nelle opere predominano figure retoriche come la metafora, la sinestesia, la similitudine ecc.

Il precursore del movimento è Baudelaire che, come detto, con Les Fleurs du Mal inaugura la stagione dei poeti maledetti. Nella poesia Correspondance paragona la natura a una forêts de symboles, cioè a una ‘foresta di simboli’. La sregolatezza, dovuta anche al cattivo rapporto con la famiglia, e il rifiuto della morale borghese sono alla base del suo percorso esistenziale e letterario. Altri esponenti del Simbolismo sono Paul Verlaine, Tristan Corbière, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé. Influenzato dal Simbolismo francese è anche Giovanni Pascoli che, tra i massimi esponenti del Decadentismo italiano, vede e descrive la realtà con gli occhi del “fanciullino”.

Quali sono le differenze e le analogie tra Simbolismo e Decadentismo? Non esistono differenze sostanziali: come avrete senz’altro intuito leggendo fin qui, i simbolisti sono anch’essi decadentisti la cui arte è incentrata sull’uso di simboli attraverso i quali interpretano il reale e fanno emergere ciò che è nascosto.

I massimi esponenti del Decadentismo in letteratura: guida agli autori

Facciamo ora un riassunto dei massimi esponenti del Decadentismo in letteratura per evitare di perderci: il precursore è Baudelaire, autore della raccolta di poesie Les Fleurs du Mal ‘I fiori del male’, a cui si aggiunge Verlaine, nella cui poesia Languer è usato il termine decadenza: Je suis l’Empire à la fin de la décadence ‘Io sono l’Impero alla fine della decadenza’. Verlaine è anche l’autore della raccolta Les poètes maudits in cui nella prima edizione si citano tra i principali poeti del movimento Tristan Corbière, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé (nella seconda le poesie e gli autori aumentano).

A questi autori si aggiunge, parlando di Estetismo, Joris-Karl Huysmans, il cui romanzo À rebours è un punto di riferimento per i decadentisti: vi si sono ispirati Oscar Wilde, massimo esponente dell’Estetismo con il suo The picture of Dorian Gray, e Gabriele D’Annunzio, autore del romanzo Il piacere.

Decadentismo in Italia: Pascoli e D’Annunzio

Il Decadentismo in Italia si impone con ritardo . I protagonisti sono senz’altro i già citati Pascoli e D’Annunzio, a cui bisogna aggiungere almeno Antonio Fogazzaro.

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Riguardo alla poesia essa è profondamente influenzata dal Simbolismo francese. Rispetto alla prosa il romanzo tende a soffermarsi generalmente non tanto sull’intreccio e sulla trama quanto sulla psicologia dei personaggi, sui loro conflitti interiori e sulle loro contraddizioni. Il narratore per eccellenza è D’Annunzio con il già citato romanzo Il piacere,a cui si aggiunge Fogazzaro con il suo Malombra. Una particolare menzione va a Iginio Ugo Tarchetti, il cui Fosca anticipa in un certo senso la sensibilità decadentista.

Riassunto brevissimo del Decadentismo con schemi e mappe concettuali

Qui di seguito trovate un riassunto brevissimo sul Decadentismo che commenta gli schemi e le mappe concettuali che trovate in apertura del paragrafo. Vi tornerà utile per avere un quadro generale sull’argomento e ripetere velocemente in vista di interrogazioni e verifiche.

Il Decadentismo è un movimento artistico-letterario che si afferma in Europa tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e la Prima Guerra Mondiale in opposizione al Positivismo affermatosi nella prima metà dell’Ottocento. Il periodo vede svilupparsi una grande sfiducia nei confronti della scienza e del progresso, ritenuti ormai incapaci di dare risposte ai nuovi problemi di una società, quella della Belle Époque, che stava cambiando.

Il termine décadent ‘decadente’ indica un’epoca giunta ormai al tramonto e, come fa Verlaine nella lirica Languer, fa riferimento all’inadeguatezza che provavano artisti e intellettuali dinanzi ai cambiamenti sociali. Essi adottano un atteggiamento anticonformista che li porta spesso a vivere una vita senza regole, da bohémienne, che si oppone alla morale borghese. Li contraddistingue lo spleen, un senso di angoscia, malinconia, persino di disgusto verso la vita. L’arte decadentista inoltre non vuole avere un ruolo sociale: i poeti e i romanzieri, e gli intellettuali in generale, non sono politicamente impegnati ma esaltano la bellezza, l’arte in quanto tale, come valore assoluto.

All’artista interessa vedere ciò che della realtà non si percepisce normalmente: attraverso l’intuizione cerca di esplorare ciò che è nascosto e di cogliere nuove corrispondenze tra le cose. Il linguaggio si fa perciò analogico, caratterizzato da figure retoriche come la metafora, la sinestesia, la similitudine ecc. Quella che sviluppano insomma è una nuova sensibilità che influenza in modo profondo la letteratura e l’arte in generale.

Le correnti del Decadentismo sono numerose: tra le principali spiccano il Parnassianesimo in Francia che in Inghilterra ha il suo equivalente nell’Estetismo. Il precursore dell’Estetismo è Huysmans con il romanzo À rebours (tradotto in vari modi, ad esempio come Controcorrente o A riposo) ma il suo massimo esponente è Oscar Wilde con l’opera The Picture of Dorian Gray ‘Il ritratto di Dorian Gray’.

Al Parnassianesimo e all’Estetismo si aggiunge il Simbolismo, di cui è precursore Baudelaire, autore della raccolta di poesie Les Fleurs du Mal ‘I fiori del male’ in cui anticipa la sensibilità e i temi del movimento: è una sorta di padre spirituale dei decadentisti. Verlaine è il poeta che nella lirica Languer parla di décadence e che nella raccolta Les poètes maudits ‘I poeti maledetti’ propone in due edizioni le poesie dei principali artisti maledetti; tra questi spiccano senz’altro Corbière, Rimbaud e Mallarmé.

In Italia è decadentista Pascoli che, profondamente influenzato dal Simbolismo francese, vede la realtà con gli occhi del fanciullino; anche D’Annunzio nella sua produzione letteraria racchiude gran parte dei temi e della nuova sensibilità del movimento. D’Annunzio tra l’altro è autore del romanzo decadentista italiano per eccellenza, Il piacere, a cui si aggiunge il romanzo Malombra di Fogazzaro, anch’egli tra i massimi rappresentati dei romanzieri.