Si scrive prima il nome o il cognome? Guida facile a tutti i casi

Sicuramente ve lo sarete chiesti più volte e prima di arrivare qui avrete cercato di trovare una risposta da soli. I dubbi sull’argomento sono tanti e qualche chiarimento è necessario: si scrive prima il nome o il cognome? Perché? In che modo bisogna firmare? E perché per i documenti le indicazioni non sono sempre le stesse? E il curriculum? Come si firma? Quante domande vi sarete fatti, e quante risposte troverete in questa guida! Leggete con attenzione e cancellerete ogni dubbio!

In generale si scrive prima il nome o il cognome?

Partiamo dalle basi. In generale si scrive prima il nome o il cognome perché il cognome nasce come specificazione del nome; è come se insomma dicesse qualcosa in più di noi, ad esempio sulla località di origine, come il cognome Spagnolo; il nome della madre, come il cognome Di Maria, o del padre, come il cognome Di Giulio, e così via. Alcuni cognomi sono dei veri e propri soprannomi, ad esempio Grossi che indica la stazza, o hanno altre funzioni, ad esempio quella augurale, come accade con Benvenuto. La casistica è molto ampia ma dovrebbe essere chiara la funzione attributiva del cognome rispetto al nome, e sappiamo che il determinante, cioè la parola che aggiunge qualcosa, in genere segue il determinato, cioè la parola a cui viene aggiunto qualcosa. In questo caso il cognome è il determinante, quindi va messo dopo il nome. Il cognome tra l’altro indica la famiglia di appartenenza: Mario Rossi è Mario dei Rossi, cioè appartiene alla famiglia Rossi, e non *Rossi dei Mario. Tutto chiaro?

La risposta alla domanda sta quindi nella spiegazione: si scrive prima il nome o il cognome in quasi tutti i casi, anche se la burocrazia ha influenzato pesantemente l’uso al punto da far sorgere mille dubbi. Vediamo di fugare quelli principali.

Nella firma

Nella firma si scrive prima il nome e non il cognome: il nostro amico Mario Rossi dovrà firmarsi così, e non come Rossi Mario. Fate molta attenzione: firmare prima col cognome e poi col nome, anche nelle abbreviazioni e nelle sigle, non è una bella presentazione, nient’affatto, e potrebbe farvi rimediare qualche brutta figura soprattutto in alcune situazioni.

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Con dott./dott.ssa, prof./prof.ssa e altre qualifiche

Niente di diverso per l’uso con dott./dott.ssa, prof./prof.ssa e con le altre qualifiche: il nome deve precedere il cognome, quindi se il nostro Mario Rossi fosse laureato dovrebbe scrivere dott. Mario Rossi e non dott. Rossi Mario, così come se fosse un professore dovrebbe scrivere prof. Mario Rossi (o meglio, professor Mario Rossi) e non prof. Rossi Mario.

In una mail o in una lettera formale

Lo stesso vale per mail o lettere formali: non c’è alcun motivo per cui bisogna presentarsi o firmarsi in modo diverso; anche in questo caso dovrete seguire l’ordine nome + cognome. Facciamo un esempio: Mario Rossi deve mandare un’email a una società che cerca collaboratori in cui deve presentarsi e a cui deve allegare il curriculum. L’email dovrebbe essere più o meno come quella che segue.

Gent.mi,
sono Mario Rossi.

Ho letto l’annuncio su nome sito e link pagina annuncio; vi scrivo per candidarmi alla posizione di nome posizione. A tal fine allego anche il mio curriculum.

Cordiali saluti,
Mario Rossi

Mario avrebbe potuto firmarsi anche come MR, cioè con una sigla, ma non sarebbe cambiato alcunché: va messo prima il nome e poi il cognome, non il contrario.

Nei diplomi e nei certificati

Cosa succede coi diplomi e con i certificati? Nessuna eccezione: prima il nome e poi il cognome. Il MIUR lo scriveva già nel 2009 nella Circolare Ministeriale 59 sugli esami di stato delle scuole secondarie di primo grado, in cui si legge chiaramente che “il nome del diplomato precede il cognome e che la votazione complessiva e la data di conferimento del diploma (che è la data di chiusura della sessione d’esame) devono essere riportate in lettere”. Nessun dubbio. Neanche per gli altri ordini di scuola.

Nel curriculum e nei biglietti da visita

Nei curriculum e nei biglietti da vista non dovrete fare errori: non sono dei documenti come il diploma o come altri certificati ma vi state presentando e non tutti gradirebbero leggere prima il cognome e poi il nome; un errore del genere potrebbe indicare poca cura dei dettagli, superficialità e così via. Scrivete sempre prima il nome e poi il cognome.

Negli inviti

Niente di diverso per quanto riguarda gli inviti: volete scrivere dei bigliettini per la festa di compleanno? Delle partecipazioni per il matrimonio? Nome e cognome sempre.

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“Io sottoscritto…”, prima il nome o il cognome nelle dichiarazioni?

Dovete iniziare a scrivere una dichiarazione con “Io sottoscritto” e anche stavolta non sapete se va prima il nome o il cognome. La regola è sempre la stessa: è meglio preferire il nome, quindi una formula come Io sottoscritto Mario Rossi dichiaro di… oppure Il sottoscritto Mario Rossi dichiara di… nel caso aveste scelto di usare la terza persona. Fate attenzione però: se state compilando un documento seguite sempre le indicazioni che trovate perché in alcuni casi la sequenza cognome + nome ha un suo senso.

Quando va prima il cognome e poi il nome: alcuni esempi

La regola generale è quella che vi abbiamo illustrato; ma quando va prima il cognome e poi il nome? La burocrazia predilige questa sequenza, e in alcuni casi essa ha un senso perché permette di evitare degli equivoci.

Va messo prima il nome o il cognome nei documenti?

Partiamo dalla regola generale: nei documenti va messo prima il nome o prima il cognome? Dipende dal tipo di documento. Quando si compila un modulo vi vengono fornite delle indicazioni, quindi il problema non si pone, e tali indicazioni prediligono la sequenza cognome + nome.

Se non vi sono indicazioni è preferibile comunque inserire prima il cognome e poi il nome perché in alcuni casi non è facile stabilire quale sia l’uno e quale l’altro; pensiamo a combinazioni come Carmela Asia, Marco Amerigo, Michele Martino, Nadia Pasqua ecc., oppure a casi come Franco Gioia, Martina Carmine, Luigi Maria ecc.: non è possibile sapere se Carmela Asia sia Carmela o Asia, se Marco Amerigo sia Marco o Amerigo ecc., così come, nel secondo gruppo di esempi, non è chiaro se Franco Gioia, Martina Carmine, Luigi Maria ecc. siano uomini o donne.

Prestate molta attenzione dunque: gli uffici dovrebbero avere il vostro documento di riconoscimento a disposizione, quindi equivoci del genere non si presenterebbero neanche, ma non è da escludere che la sequenza nome + cognome possa causare perdite di tempo.

Sul campanello

Sul campanello si mette prima il nome o il cognome? La risposta è intuibile già se pensate solo al fatto che su alcune targhette è scritto soltanto il cognome, e il nome al massimo è puntato. Se però voleste inserirli entrambi sappiate che in questo caso il cognome precede il nome e non viceversa. Tra l’altro è l’opzione più comoda per ricevere la corrispondenza, no?

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Sulle lapidi

In quanto alle lapidi il discorso cambia a seconda delle iscrizioni: se si tratta ad esempio di un monumento ai caduti la sequenza prevista è cognome + nome perché le vittime vengono raggruppate per gruppi famigliari e in questo modo l’iscrizione favorisce anche la consultazione. Il monumento ai caduti è solo un esempio: il riferimento è anche ad altri tipi di elenco pubblicati con funzione memoriale.

Nel caso di lapidi personali o cappelle di famiglia la scelta non è obbligatoria ma è preferibile scrivere prima il nome e poi il cognome perché è proprio il nome che ci identifica all’interno della famiglia e che ha il carattere dell’unicità.

In inglese si scrive prima il nome o il cognome?

Cosa succede nelle altre lingue? Ad esempio in inglese si scrive prima il nome o il cognome? La regola è la stessa che si segue in Italia (o meglio, che dovrebbe essere seguita): il nome precede il cognome in tutti i casi, tranne nei contesti estremamente formali o quando si viene inseriti negli elenchi. Anche in Inghilterra o in America insomma il nostro Mario Rossi dovrebbe firmarsi come Mario Rossi e non come Rossi Mario. Già che ci siamo ricordate che il nome viene indicato come first name e il cognome come last name.

In Giappone si usa prima il nome o il cognome?

Non tutte le lingue funzionano come l’italiano o l’inglese: gli usi linguistici sono un chiaro riflesso della cultura del Paese di riferimento, quindi non potranno mai essere gli stessi in tutto il mondo.

Prendiamo un caso diverso allora: in Giappone si scrive prima il cognome e poi il nome. Anche se i media hanno occidentalizzato l’uso, cioè scrivono prima il nome e poi il cognome, in realtà i giapponesi usano quasi sempre il cognome anche per chiamarsi tra amici: il nome infatti è riservato soltanto ai contesti più intimi e famigliari, ad esempio quando un genitore chiama il proprio figlio. Tale uso dipende dal fatto che nonostante i cambiamenti avvenuti nel corso del tempo la famiglia è uno dei valori basilari della società nipponica; chiamare qualcuno per cognome significa insomma rispettare il nome di famiglia.