È senz’altro uno dei dubbi più diffusi della lingua italiana. Qual è la forma corretta? Sono accettate entrambe le grafie oppure solo una è accettata? Insomma si scrive obiettivo o obbiettivo? La risposta che vi daremo vi permetterà di comprendere come funziona la lingua italiana, e l’evoluzione delle lingue in generale, e di capire che i dubbi che abbiamo non sono mai infondati: c’è sempre qualcosa ci confonde. Veniamo al dunque.
Obiettivo significato e sinonimi
Il significato di obiettivo dipende dal contesto in cui viene usato. Possiamo far riferimento o all’obiettivo fotografico, cioè alla lente della macchina fotografica che serve a raccogliere la luce e a mettere a fuoco l’immagine, o a un traguardo da raggiungere. In questo caso la parola è un sostantivo, come negli esempi 1. Ho cambiato obiettivo fotografico per migliorare la qualità delle foto 2. Il mio obiettivo non è di certo questo! La parola obiettivo ha anche un altro significato, cioè quello di ‘imparziale’. In questo caso ha la funzione di aggettivo qualificativo come nell’esempio Il professore è molto obiettivo nei suoi giudizi. Veniamo al nocciolo della questione.
Si scrive obiettivo o obbiettivo?
Si scrive obiettivo o obbiettivo? Ancora una volta la risposta sta nella storia della lingua italiana, figlia della lingua latina. Obiettivo deriva dalla base latina OBIECTIVU(M), che ha subito alcune trasformazioni fonetiche nel corso dei secoli. Anzitutto nel passaggio dal latino all’italiano cadono le consonanti finali: ecco perché M è inserita tra parentesi. In secondo luogo le vocali si evolvono in un certo modo: in questo caso Ŭ si è trasformata lentamente in o. Lo stesso è accaduto al nesso consonantico, cioè all’unione di due consonanti, CT, che si è semplificato in TT poiché T ha assimilato C. Il fenomeno che più di tutti ci interessa in questo caso è però la palatizzazione, che riguarda il nesso BI.
Il suono I di BI è un suono palatale poiché per pronunciarlo si solleva la lingua verso il palato duro, la parte rigida del palato. Sebbene sia scritto come i il grafema più adatto sarebbe j, non trovate? Il suono prodotto da I in BI di OBIECTIVUM è in effetti quello di fiala, fiocco, fiume, ecc. Non si tratta della vocale i ma della semivocale j. Ebbene questo suono nel corso del tempo ha influenzato la pronuncia dei suoni precedenti trasformandoli e rendendoli palatali, quindi simili a sé. Prendiamo la parola RADIUM come esempio: in questo caso il suono j ha trasformato il suono d nel suono g di giallo producendo la forma raggio. Ogni suono si è evoluto a suo modo, non tutti hanno seguito questa evoluzione, quindi vediamo come si è evoluto b, un suono bilaterale, cioè pronunciato unendo le labbra, e sonoro, cioè con la vibrazione delle corde vocali.
Il suono j ha trasformato il suono b intensificandolo: ciò significa che se in una fase iniziale b era pronunciato come suono semplice, simile a quello di barca, boa, ecc., in seguito è stato pronunciato come geminato, simile a quello delle parole labbra, rabbia, ecc. Cos’è successo quindi alla parola OBIECTIVUM? Stando a ciò che vi abbiam detto B si è intensificato producendo la forma obbiettivo. Ma perché allora abbiamo dubbi su questa forma? Perché non sappiamo se si scrive buon obiettivo o obbiettivo fotografico? Il mio obiettivo o il mio obbiettivo? Serve un’altra precisazione.
Nell’evoluzione dal latino all’italiano può accadere che l’etimo latino, cioè la forma originaria, si conservi in tutto o in parte. Pensiamo alla parola CLARA(M), la quale si è evoluta in Chiara (con CL che è diventato kj) e in Clara (con CL che è rimasto invariato). Le parole che restano tali si chiamano latinismi o semilatinismi, a seconda se conservano tutta la base latina o una sua parte. Avete ora la risposta al dubbio che vi ha portato qui: obbiettivo è l’esito popolare, che segue le leggi della fonetica, mentre obiettivo è un latinismo.
Scrivere obiettivo o obbiettivo, dunque? Potete optare per entrambe le grafie poiché sono accettate ambedue. A voi la scelta!