Piano Marshall riassunto: Italia, Guerra Fredda e COMECON

Il riassunto sul Piano Marshall che vi proponiamo affronta tre temi principali: la strategia degli USA nella Guerra Fredda, il rapporto tra gli americani e l’Italia, infine la reazione dell’URSS con l’istituzione del COMECON. Questo piano di aiuti fu uno degli atti più rilevanti delle fasi iniziali della Guerra Fredda e testimonia in che modo gli americani cercarono di estendere la propria egemonia nel blocco occidentale: è senz’altro un argomento da conoscere bene per comprendere a fondo le dinamiche di quegli anni. Alla fine del riassunto trovate anche delle mappe concettuali che vi torneranno utili per ripetere velocemente. Buono studio!

Inizio Guerra Fredda: gli USA e il blocco occidentale

Il Piano Marshall s’inserisce nelle dinamiche della Guerra Fredda, il conflitto che dopo la Seconda Guerra Mondiale e fino al 1991/1992 vide contrapporsi gli USA e l’URSS, i primi alleati con l’Europa occidentale, i secondi con l’Europa orientale. Erano due sistemi a scontrarsi: quello capitalista e liberista americano con quello comunista russo.

Verso la metà degli anni Quaranta gli USA e l’URSS tentarono di rafforzare la propria posizione nelle future zone di influenza. Gli USA in particolare firmarono nel 1944 gli accordi di Bretton Woods, una località del New Hampshire, per controllare la politica monetaria internazionale degli Stati firmatari. Si tratta di un insieme di regole che prevedeva delle operazioni concrete: nel 1945 venne fondata la Banca Mondiale per finanziare la ricostruzione e lo sviluppo non solo dell’Europa ma anche del Giappone attraverso prestiti a lungo termine; nello stesso anno venne creato il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per promuovere la cooperazione internazionale. Il dollaro inoltre diventò la valuta di riferimento del sistema monetario e degli scambi internazionali: si parla al riguardo di gold exchange standard, un sistema che sostituì il gold standard e che fu attivo sino al 1971. Nel 1947 venne poi firmato il GATT, il ‘General Agreement on Tarifs and Trade’ che avrebbe permesso una progressiva riduzione delle tariffe doganali e dei limiti alle importazioni per instaurare un sistema commerciale aperto, necessario per potenziare le economie degli Stati firmatari.

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Questo complesso di decisioni economiche creò un sistema liberista ed è figlio di un atteggiamento totalmente diverso rispetto alle scelte protezioniste che gli USA adottarono dopo la Grande Depressione del 1929.

Piano Marshall riassunto: gli anni e la strategia USA

Un riassunto del Piano Marshall non può che prendere in considerazione l’intera strategia economica degli USA, gli accordi di Bretton Woods in primis: tenendo conto del contesto infatti diventa chiaro a cosa sarebbe servito realmente il piano e in che modo avrebbe influenzato i rapporti tra gli USA e il blocco occidentale.

Data Piano Marshall, quando divenne operativo

La data ufficiale del Piano Marshall è il 1947 anche se sarebbe divenuto operativo nel 1948; si concluse formalmente nel 1952. Il Piano è l’atto economico più rilevante degli americani e fu lanciato col nome di ERP ‘European Recovery Program’; si è soliti chiamarlo “Piano Marshall” perché fu il Segretario di Stato George Marshall a presentarlo all’Università di Harvard il 5 giugno del 1947 quando era presidente il democratico Harry Truman.

Cos’è il Piano Marshall e a cosa sarebbe servito realmente

Con il piano Marshall gli Stati Uniti vollero finanziare la ricostruzione e il rilancio economico europeo con prestiti pari a circa 20 miliardi di dollari, quindi con delle ingenti somme di denaro che permisero effettivamente al blocco occidentale, soprattutto alla Gran Bretagna e alla Francia, le principali beneficiarie, ma anche all’Italia e alla Germania, di rilanciare la propria economia.

Marshall sostenne che il piano di aiuti sarebbe servito non solo per il rilancio dell’economia e per la ricostruzione dei Paesi beneficiari ma anche per garantire la stabilità politica e la pace. Alla luce della strategia americana è chiaro tuttavia che lo scopo fosse anche un altro e che non riguardasse solo la pace: in un periodo difficile come quello degli inizi della Guerra Fredda, e dopo il celebre discorso di Winston Churchill del 1946 sulla “cortina di ferro”, era necessario sottrarre l’Europa dall’influenza dell’URSS, l’altro gigante che aveva vinto la Seconda Guerra Mondiale. L’obiettivo insomma era soprattutto politico.

Il precedente dell’UNRRA

Gli Stati Uniti avevano già cercato di estendere la propria influenza attraverso l’UNRRA, la ‘United Nations Relief and Rehabilitation Administration’, un’organizzazione internazionale fondata durante la Seconda Guerra Mondiale, precisamente nel 1943, poi confluita nell’ONU nel 1945 e sciolta nel 1947. Essa sarebbe dovuta servire ad aiutare i Paesi delle Nazioni Unite più colpiti dalla guerra.

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I maggiori finanziatori dell’UNRRA furono proprio gli USA che intendevano proseguire la loro politica con il piano Marshall, il cui obiettivo restò pressoché lo stesso; le reazioni degli americani all’UNRRA non furono però tutte positive poiché si riteneva fosse una follia sostenere anche i Paesi comunisti. Ancor prima della Guerra Fredda insomma l’America aveva intenzione di imporsi come guida dell’Occidente.

Piano Marshall Italia sintesi: quanti soldi, quali attività, la restituzione

Una sintesi del piano Marshall in Italia non può che partire da una precisazione: nonostante fosse tra gli sconfitti della Seconda Guerra Mondiale il nostro Paese fu considerato una nazione “amica” degli USA, quindi meritevole di sostegno. All’epoca era Presidente del consiglio il leader della Democrazia Cristiana Alcide De Gasperi. Questi fece un viaggio nel gennaio del 1947 in America a testimonianza del miglioramento delle relazioni internazionali: è un fatto ancor più rilevante degli stessi aiuti economici in quanto mostra in che blocco l’Italia si sarebbe collocata, quello occidentale, nonostante il forte radicamento dei comunisti nella vita politica del Paese.

All’Italia spettarono circa un milione e cinquecentomila dollari che permisero di rilanciare l’economia investendo nell’agricoltura, nell’industria, nei lavori pubblici, nei trasporti, nell’edilizia e non solo. I programmi di rilancio e ricostruzione avrebbero dovuto essere vagliati e approvati dagli USA prima di essere discussi in Parlamento seguendo i criteri di urgenza delle opere, creazione di nuovi posti di lavoro, aumento del reddito e supporto alle aree meno sviluppate. In quanto alla restituzione dei soldi gli USA vi rinunciarono: la quasi totalità dei prestiti ai Paesi beneficiari fu infatti elargita a fondo perduto.

Il COMECON, la risposta dell’URSS al Piano Marshall

Il COMECON rappresentò la risposta dell’URSS al Piano Marshall: fondato nel 1949, fu il Consiglio di Mutua Assistenza Economica che avrebbe dovuto sostenere economicamente i Paesi del blocco orientale e che rimase attivo fino allo scioglimento dell’Unione. L’URSS infatti non accolse positivamente le proposte degli USA sulla ricostruzione poiché le riteneva un attentato all’indipendenza delle nazioni. Le scelte dei russi non passarono inosservate neanche in Italia, dove il Partito Comunista Italiano, che non si oppose subito al piano, cambiò posizione dopo l’intervento sovietico.

Mosca aveva senz’altro compreso i piani degli americani ma è altrettanto evidente che si sia opposta per evitare che l’Europa dell’Est stringesse degli accordi con la parte avversaria; è anche vero per di più che il controllo dell’URSS sui Paesi del Patto di Varsavia fu decisamente più stringente rispetto all’influenza esercitata dagli USA sul blocco occidentale.

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Riassunto brevissimo Piano Marshall e mappe concettuali su Guerra Fredda

Qui di seguito vi proponiamo un riassunto brevissimo del Piano Marshall che si aggiunge alle mappe concettuali sulla Guerra Fredda che trovate in apertura: vi tornerà utile per ripetere velocemente gli aspetti principali dell’argomento.

Il Piano Marshall fu un piano di aiuti economici pensato per l’Europa dagli USA nel 1947 e divenuto operativo nel 1948 fino al 1952. Il Segretario di Stato George Marshall, che lo presentò, ritenne necessario finanziare la ricostruzione e il rilancio dell’economia europea per garantire la stabilità politica e la pace. In realtà l’obiettivo principale degli USA, che comunque elargirono circa 20 milioni di dollari di prestiti, la quasi totalità dei quali a fondo perduto, era imporre la propria egemonia in Europa. Dietro si nascondeva insomma una chiara strategia politica, già iniziata con l’istituzione dell’UNRRA nel 1943 e che venne denunciata dall’URSS in quegli anni.

I russi infatti non condivisero affatto il piano di ricostruzione degli USA poiché lo ritennero un attentato all’indipendenza nazionale degli Stati europei; difatti impedirono anche ai Paesi del blocco orientale di beneficiarne. La risposta dell’URSS arrivò nel 1949 con il COMECON, il ‘Consiglio di Mutua Assistenza Economica’ che aveva l’obiettivo di sostenere la crescita e lo sviluppo dell’Europa dell’Est. Mosca aveva sicuramente capito i piani degli americani ma nei fatti il suo controllo esercitato sul blocco orientale fu molto più stringente dell’influenza esercitata dagli USA sull’Occidente.

L’Italia stessa fu aiutata con un milione e cinquecentomila dollari e riuscì a rilanciare numerosi settori dell’economia. Nonostante la sua partecipazione alla guerra come alleata della Germania gli USA ritennero il nostro Paese una nazione amica che avrebbe potuto beneficiare del piano. Nel 1947 Alcide De Gasperi compì un viaggio in America a testimonianza del miglioramento dei rapporti: nonostante la forte presenza dei comunisti nella Penisola l’Italia faceva parte ormai del blocco occidentale.