Cortina di ferro Churchill riassunto: significato, discorso, Paesi (+ mappe)

Questo riassunto sulla “cortina di ferro” di Churchill vi permetterà di ripetere velocemente uno degli argomenti più rilevanti della Guerra Fredda, conflitto che vide opporsi gli USA e l’URSS dopo la Seconda Guerra Mondiale fino al 1991/1992 quando l’Unione si sciolse. Alla fine troverete anche delle mappe concettuali che vi torneranno senz’altro utili in vista di interrogazioni, compiti o esami. Buono studio!

“Cortina di ferro” Churchill, significato della metafora

Il significato della “cortina di ferro” di Churchill è piuttosto semplice da intuire se pensate a cos’è una cortina: le accezioni sono numerose ma in genere la parola indica qualsiasi cosa che si interpone tra due elementi impedendone la vista; in italiano antico essa indicava anche il sipario, cioè la tenda che separa la sala teatrale dal palcoscenico. Si tratta insomma di una metafora, anche molto nota, visto il contesto in cui è stata usata, cioè agli inizi della Guerra Fredda: cortina di ferro è la traduzione dell’inglese iron curtain e fa riferimento a una linea di confine immaginaria che dopo la Seconda Guerra Mondiale separava nettamente (ecco perché “di ferro”) due zone europee, il blocco occidentale e il blocco orientale, la prima alleata e influenzata dagli USA, la seconda controllata dall’URSS.

Discorso sulla “cortina di ferro” di Churchill: quando e perché

Anche se non fu quella la prima volta in cui la metafora venne usata è stato il discorso sulla “cortina di ferro” di Winston Churchill a renderla celebre. Quando Churchill tenne questo discorso? Precisamente il 5 marzo del 1946 al Westminster College di Fulton, nel Missouri (USA), dinanzi al presidente americano Harry Truman. Fu uno dei discorsi più importanti dei primi anni del conflitto perché ufficializzò l’esistenza dei due blocchi, quello capitalista americano e quello comunista sovietico. Il confine tra le due zone quindi era prima di tutto ideologico sebbene in seguito ad alcuni eventi, come la costruzione del muro di Berlino, divenne territoriale.

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Prima di pronunciare il proprio discorso Churchill aveva avvisato il presidente Truman, il quale, non opponendosi, dimostrò chiaramente di condividerne le idee. All’inizio le parole di Churchill sembrarono positive e accoglienti nei confronti della Russia, che, tra le vincitrici del conflitto, aveva meritato un posto tra le “più grandi nazioni del mondo” e avrebbe potuto così aumentare i suoi contatti con l’Occidente. Successivamente però il discorso assunse un altro tono: “È […] mio dovere prospettarvi determinate realtà dell’attuale situazione in Europa. Da Stettino nel Baltico a Trieste nell’Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente. Sono queste parole che secondo alcune interpretazioni storiche inizia la Guerra Fredda, anche se la spartizione dell’Europa era già iniziata con la Conferenza di Jalta nel 1945. A tali parole seguì nel 1947 l’enunciazione della “dottrina Truman”, secondo la quale l’espansione dell’Unione Sovietica e del Comunismo avrebbero dovuto essere contenuti.

“Cortina di ferro”, da dove a dove: i Paesi coinvolti e il muro di Berlino

I Paesi della cortina di ferro sono citati anche dopo: “Dietro a quella linea si trovano tutte le capitali degli antichi Stati dell’Europa centrale e orientale. Varsavia, Berlino, Praga, Vienna, Budapest, Belgrado, Bucharest e Sofia, tutte queste famose città e le popolazioni attorno ad esse si trovano in ciò che devo chiamare la Sfera sovietica, e sono tutte soggette in un modo o nell’altro non solo all’influenza sovietica ma anche a un forte, e in alcuni casi crescente, controllo da parte di Mosca […] Lo stato di polizia stanno prevalendo in quasi tutti i casi, e finora, fatta eccezione per la Cecoslovacchia, non c’è una vera democrazia […]. Qualsiasi conclusione si possa trarre da tali fatti – e sono fatti – questa non è certamente l’Europa libera per cui abbiamo combattuto. Né ha l’essenziale per una pace permanente”.

Il discorso di Churchill è molto più lungo ma l’idea centrale risulta chiara sin dall’inizio: la cortina di ferro aveva diviso l’Europa in due blocchi, quello occidentale democratico e quello orientale soggetto alla dittatura sovietica e a un duro controllo da parte di Mosca. Churchill temeva l’atteggiamento dell’URSS, e non sbagliava: Il leader dell’Unione Sovietica di allora, Iosif Stalin, intendeva dare sicurezza all’Unione e al tempo stesso espanderne l’area di influenza sui Paesi vicini senza calcare troppo la mano; non tutti i Paesi tuttavia erano favorevoli a sottostare a un governo socialista, tant’è che Stalin iniziò a pensare a una loro “comunistizzazione” adottando una linea più dura che portò a una tensione sempre più crescente tra l’URSS e gli USA. Tali tensioni sfociarono nel 1961 nella costruzione del muro di Berlino, il massimo simbolo della Guerra Fredda, abbattuto solo nel 1989, due anni prima che l’URSS venne sciolta.

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Ciò non vuol dire che gli americani abbiano subito passivamente il comportamento dei russi in questo nuovo conflitto: entrambe le parti hanno cercato di tutelare i propri interessi nel nuovo ordine mondiale che andava costituendosi dopo la guerra. I due blocchi avrebbero poi ufficializzato le loro alleanze con l’istituzione della NATO nel 1949 e con la firma del Patto di Varsavia nel 1955: erano solo gli inizi di un periodo di ostilità e tensioni che sarebbe durato per circa quarant’anni.

Riassunto breve “cortina di ferro” con mappe concettuali

Qui di seguito trovate un riassunto breve sulla “cortina di ferro” che potrete usare insieme alle mappe concettuali sulla Guerra Fredda, in apertura di questo paragrafo, per rivedere velocemente l’argomento.

La “cortina di ferro” è un’espressione che si è diffusa notevolmente dopo il discorso di Winston Churchill del 1946 a Fulton, negli USA, dinanzi al presidente americano Harry Truman. Il Primo Ministro inglese usò questa metafora per indicare una linea di confine tra l’Europa occidentale e l’Europa orientale, l’una alleata degli USA, capitalista e liberista, l’altra controllata dall’URSS, comunista. Il discorso di Churchill sottolineò a più riprese la deriva autoritaria dell’Unione Sovietica e l’influenza che Mosca stava avendo sugli Stati dell’Europa dell’Est, in diversi casi costretti a sottostare al Comunismo imposto da Iosif Stalin, leader dell’URSS fino al 1953. Il massimo simbolo della “cortina di ferro” fu il muro di Berlino, costruito nel 1961 e abbattuto solo nel 1989, due anni prima che l’URSS venisse sciolta e la Guerra Fredda finisse.