L’approfondimento della Fenomenologia dello Spirito di Hegel è un ottimo modo per prendere dimestichezza col complesso pensiero del filosofo. Noi abbiamo reso più chiari i punti nodali del suo pensiero, concentrandoci sulle parole-chiave e spiegando nei dettagli (senza ragionamenti ingarbugliati) la strutta della sua opera. Riassunto, schema e mappe, inoltre, non faranno altro che rendervi più semplice il lavoro di apprendimento.
Fenomenologia dello Spirito, riassunto facile e spiegazione dei concetti principali
La Fenomenologia dello Spirito è l’opera monumentale di Georg Wilhelm Friedrich Hegel, pubblicata nel 1807, che descrive il percorso dello Spirito per diventare Spirito assoluto. Attraverso il rapporto dialettico di tesi-antitesi-sintesi, lo Spirito (Geist) prende coscienza di sé e lo fa attraverso l’uomo, che dispone degli strumenti utili per poter registrare i dati della realtà e andare a fondo per scoprire la verità; questi strumenti sono essenzialmente percezione, intelletto, ragione e autocoscienza.
Lo Spirito non è però prerogativa dell’essere umano, ma riempie tutto il reale. Lo Spirito è la realtà. L’uomo è il veicolo perfetto per il suo auto-riconoscimento e per la sua auto-consapevolezza. Lo Spirito, attraverso l’umanità, si eleva a un nuovo livello di coscienza, quello che gli permette di riconoscersi e di non rimanere ingabbiato sul piano della tesi (“Questo è”, “l’albero è albero”).
Il percorso dialettico dello Spirito si snoda in tre fasi: tesi, antitesi e sintesi. Con la prima tappa, la tesi, lo Spirito “cattura l’immagine delle cose” per mezzo dell’intelletto, senza approfondire le loro funzioni e il loro senso; nell’antitesi, emerge l’autocoscienza, con cui lo Spirito si riconosce nelle proprie contraddizioni: pone fuori di sé chi è davvero, cogliendo contraddizioni che arricchiscono il processo di conoscenza; nella sintesi, invece, lo Spirito, utilizzando la ragione, comprende che la verità nasce dalla combinazione di oggetto (quello che è posto nella realtà) e soggetto (quello che è posto in sé). Lo Spirito si auto-riconosce attraverso le contraddizioni della realtà, la quale non è altro che la sua massima espressione.
Tesi-antitesi-sintesi costituiscono la dialettica triadica di Hegel e si risolve solo quando lo Spirito diventa assoluto, ossia quando si comprende pienamente. Ogni tesi richiede necessariamente un’antitesi. Tesi e antitesi si uniscono per formare la sintesi; dalla sintesi, scaturisce una nuova tesi e successivamente un’ulteriore antitesi, creando così una spirale ascendente che porta alla conoscenza massima da parte dello Spirito, che diventa assoluto.
Lo Spirito ha già raggiunto la sua conoscenza piena e quindi è diventa assoluto? Secondo Hegel sì, e si è manifestato attraverso la sua filosofia: credeva che, nel suo periodo storico, lo Spirito fosse riuscito a prendere completamente coscienza di sé; in ragione di ciò, ha scritto, nel capitolo VIII, intitolato Spirito assoluto, della Fenomenologia dello Spirito: “Questo ritorno è lo Spirito che è diventato, da un lato, natura e, dall’altro, la sua storia, e che, tuttavia, ha superato entrambi nella sua verità”.
Significato fenomenologia dello spirito
La Fenomenologia dello Spirito è un Bildungsroman, ovvero un romanzo di formazione della coscienza. “Fenomenologia” deriva dal greco phainomenon, che può essere tradotto con “fenomeno” o meglio con “ciò che appare”; lo spirito (Geist) indica lo Spirito che giunge alla conoscenza totale di sé, divenendo assoluto: esso è la realtà nella sua interezza. La fenomenologia dello spirito è dunque la scienza che studia lo Spirito per come appare, i fenomeni dello Spirito.
Ogni fenomeno dello Spirito è racchiuso nel suo percorso di auto-coscienza, che prevede sempre la comprensione di contraddizioni e resistenze e la scoperta di un legame indissolubile fra oggetto e soggetto, fra “ciò che è posto fuori” e “ciò che è posto all’interno”.
Connessi al significato di fenomenologia, i concetti di Spirito, Religione e Sapere assoluto, da cui non può mai prescindere il pensiero di Hegel.
Spirito
Lo Spirito è la realtà nella propria interezza. Tutto è Spirito: non solo l’essere umano, ma quello che può essere catturato, registrato e compreso con l’intelletto e la ragione, quello che lo Spirito è in grado di cogliere. Lo Spirito è capace di comprendere appieno la realtà perché è egli stesso la realtà: attraverso l’incontro con gli oggetti posti al di fuori di sé (che sono una sua estensione) nascono contraddizioni che arricchiscono la sua comprensione.
Religione
La religione è uno strumento di conoscenza dello Spirito assoluto, che non viene colto in maniera intuitiva (come nel caso dell’arte) o in maniera concettuale (come nel caso della filosofia), ma attraverso rappresentazione, ovvero dogmi, immagini, simboli, parabole e narrazioni. Prendendo come esempio la Trinità, l’arte la coglie come l’intuizione della divinità, la religione come un dogma di fede (che non ha bisogno di dimostrazioni), la filosofia come la struttura dialettica dello Spirito che si manifesta all’interno della religione (Padre-Figlio-Spirito Santo: Tesi-antitesi-sintesi).
La filosofia, dunque, ricopre un ruolo più importante rispetto alla religione, la quale percepisce e cerca di spiegare delle verità senza però avere gli stessi strumenti logici e dialettici della filosofia.
Sapere assoluto
Il Sapere assoluto è la conoscenza piena e totalizzante dello Spirito, quando giunge a conoscersi nella sua interezza: per mezzo dell’uomo, lo Spirito comprende che la sua realtà interiore e la sua realtà esteriore sono identiche. Lo Spirito si riflette in sé stesso. Risuona, arrivato a questo punto, una delle frasi più famose di Hegel: “Tutto ciò che è reale è razionale e tutto ciò che è razionale è reale”. La filosofia è la manifestazione della completezza dello Spirito: solo per mezzo di essa, l’uomo è in grado di comprenderlo. La filosofia è lo Spirito stesso che pensa sé stesso.
Fenomenologia dello Spirito struttura
La struttura della Fenomenologia dello Spirito è complessa e lo stesso Hegel ne dà due versioni differenti, che hanno raggiunto oggi la seguente disposizione: prefazione, prima parte, seconda parte e terza parte. Di seguito, i specifici approfondimenti.
Prefazione
Nella prefazione, Hegel afferma: “La fenomenologia dello spirito è la storia romanzata della coscienza che via via si riconosce come spirito”; sta a significare che lo Spirito, attraverso determinate fasi che solo la filosofia può comprendere, giunge al riconoscimento di sé stesso come realtà. Spirito non ha alcuna valenza religiosa, ma è l’Anima collettiva di tutta la realtà: l’essere umano è parte di quest’Anima ed è necessaria la sua presenza per l’autoconoscimento.
Prima parte
La prima parte è incentrata sulla coscienza, il tramite per conoscere il mondo esterno. La coscienza comprende che la verità risiede nel mondo esterno, nel “qui e ora” e che le cose si danno per quello che sono; è la percezione, in una fase successiva, a mettere insieme tutte le qualità di un oggetto e a porre le basi per la comprensione di complessità e profondità che possono essere comprese solo dall’intelletto.
Tramite l’intelletto, il soggetto afferra un nuovo tipo di verità: ogni oggetto sottostà a leggi che provengono direttamente dal loro interno, non da un’entità esterna. La prima parte si conclude con la presa di coscienza dell’intelletto: è la mente a organizzare il mondo e capirlo; non sono gli oggetti a offrirci la verità del reale.
Seconda parte
La seconda parte è dedicata all’autocoscienza, della coscienza che si accorge della propria soggettività. La verità proviene dall’interno. Per conoscersi pienamente, però, l’autocoscienza ha bisogno di un’altra autocoscienza: a questo punto, per poter spiegare l’incontro fruttuoso fra autocoscienze, Hegel adopera la dialettica signoria e servitù, un gioco di potere in cui uno dei due attori ha sempre la meglio sull’altro.
Questa dialettica non porta a una soluzione finale, a un riconoscimento della verità; conduce, invece, a quella che Hegel definisce coscienza infelice, la quale avverte profondamente di non riuscire a conciliare in sé la potenza di un Dio infinito e di un io finito. La coscienza infelice non riesce a praticare una sintesi fra la soggettività (che risuona dell’infinità di Dio) e la realtà (esterna e finita).
Terza parte
Protagonista della terza parte è la sintesi, che opera attraverso il processo storico dell’umanità per giungere alla conclusione di essere parte di una ragione universale, di quello Spirito assoluto che si estende per riconoscersi. In questa fase, il ruolo dell’essere umano è di fondamentale importanza. Partendo dalla ragione, il soggetto riesce a riconoscere sé stesso all’interno della realtà, e il suo spirito prende a manifestarsi nella vita etica e sociale attraverso le leggi.
Lo Spirito, successivamente, cambia forma, evolvendosi, nel solco di una religione, manifestandosi per mezzo di simboli e rituali. Dai simboli, lo Spirito diventa assoluto giungendo all’immediata conoscenza di sé, un vero e proprio ri-conoscimento: comprende di essere l’intera realtà. La filosofia diventa sapere assoluto perché è l’unica in grado di comprendere il percorso di autosvelamento e autoconoscimento dello Spirito.
Riassunto breve Fenomenologia dello Spirito con schema e mappe
Hegel, nella sua opera più famosa Fenomenologia dello Spirito (1807), tratteggia il percorso dello Spirito per conoscere sé stesso, giungendo alla conclusione che è la realtà stessa, fatta non solo di esteriorità ma anche di interiorità. Lo Spirito è la sintesi perfetta fra esteriorità e soggettività, fra finito e infinito.
Lo Spirito diventa assoluto quando si comprende pienamente, percorrendo le tre fasi della dialettica: tesi, antitesi e sintesi. Grazie all’umanità, lo Spirito assoluto utilizza la ragione per comprendere il mondo esterno, l’autocoscienza per capire che c’è anche un mondo interiore e la sintesi per unire l’esteriorità con l’interiorità. Questi sono i soggetti principali delle tre parti della struttura della Fenomenologia dello Spirito.