Amor è un desio che ven da’ core è un componimento scritto da Jacopo da Lentini, uno dei poeti più importanti della Scuola Siciliana nonché inventore del sonetto. Com’è tipico dei poeti siciliani, era un uomo di legge, in particolare un notaio, soprannominato “Notaro” da Dante Alighieri nella Commedia; ed è lo stesso Dante a ritenerlo il caposcuola dei Siciliani. Vediamo ora parafrasi, commento e figure retoriche di Amor è un desio che ven da’ core per studiare e ripetere velocemente il componimento in vista di interrogazioni e verifiche.
Amor è uno desio che ven da’ core parafrasi
La parafrasi di Amor è un desio che ven da’ core non è difficilissima se non per il lessico che è piuttosto ricercato. Vediamola assieme.
L’amore è un desiderio che nasce dal cuore | per via di un gran abbondante piacere; | e sono gli occhi per primi a generarlo | e il cuore dà loro nutrimento. || Succede qualche volta che un uomo si innamori | senza accorgersi di chi è innamorato, | ma quell’amore che stringe con passione | nasce dalla vista degli occhi: || perché gli occhi trasmettono al cuore | il buono e il cattivo di ogni cosa che vedono, | così come ogni cosa è formata in natura; || e il cuore, che percepisce tutto, | forma l’immagine (della donna amata), e quel desiderio gli piace: | e questo desiderio regna tra gli uomini.
Commento Amor è uno desio che ven da’ core: i temi
Apriamo il commento dei temi di Amore è un desio che ven da core sottolineando che non si tratta di un sonetto a sé stante ma che fa parte di una tenzone, vale a dire di un genere medievale che ha origini in Provenza e che consiste in una sorta di sfida poetica tra più poeti con lo scopo di sviluppare un dibattito attorno a un tema. In questo caso il tema è la natura dell’amore, e la tenzone coinvolse non solo Jacopo da Lentini ma anche Jacopo Mostacci e Pier della Vigna.
Il tema è di argomento filosofico, com’è tipico dei Siciliani, i quali ereditarono i temi dell’amore cortese ma vi aggiunsero la riflessione su questioni complesse. I tre poeti in particolare discussero a proposito di un tema strettamente legato alla natura del sentimento amoroso: si può amare senza conoscere l’amata? Cioè senza conoscere l’oggetto del proprio amore? I provenzali ritenevano di sì, e il loro massimo rappresentante era Jaufrè Rudel. Jacopo da Lentini invece riteneva che l’amore nascesse dalla visione della donna. Egli segue il modello d’amore cortese descritto nel De amore di Andrea Cappellano.
L’argomentazione di Jacopo da Lentini
La poesia è una sorta di testo argomentativo perché l’autore descrive due visioni dell’amore: la prima, quella di Jacopo da Lentini, è difesa in tutto il componimento e consiste nel considerare l’amore un sentimento che nasce dal cuore; la seconda, quella in cui egli non crede fortemente, è quella secondo la quale ci si innamora dell’amore anche senza vedere l’amata. Tale teoria è riassunta nei vv. 5 e 6.
Nella prima quartina il poeta parla dei mezzi con cui l’amata conquista l’innamorato, cioè il cuore a cui i sentimenti sono trasmessi attraverso gli occhi.
Nella seconda quartina il poeta accetta la teoria dell’amore che nasce senza aver mai visto l’amata ma sottolinea nei vv. 7 e 8 che il vero amore è un altro: quello che al contrario parte dalla visione dell’amata, quindi dagli occhi. Nella prima terzina vengono descritti gli occhi come il mezzo che permette di trasmettere tutto ciò che è presente in natura, il “bono e il rio”, cioè ‘le cose belle e le cose malvagie’.
Nella strofa finale si sottolinea che il cuore forma le immagini dell’amore e che di esso si nutre. È proprio quest’amore infine che regna tra la gente.
Amor è uno desio che vien da’ core analisi: figure retoriche e schema metrico
Vediamo l’analisi metrica di Amor è un desio che vien da’ core partendo dallo schema metrico per poi proseguire con le principali figure retoriche e con lo stile dell’autore.
Schema metrico
La poesia è un sonetto, quindi è composta da due quartine e due terzine di endecasillabi. Le quartine sono in rima alternata secondo lo schema ABAB ABAB, le terzine seguono invece lo schema CDE CDE.
Ricordiamo che le quartine sono strofe composte da quattro versi mentre nelle terzine ve ne sono tre. Si tratta di versi endecasillabi perché sono costituiti da 11 sillabe metriche e accentati sulla decima. Analizziamo la prima quartina e la prima terzina per esemplificare.
Prima quartina
1 – A | mo | re è un[o] | de | si | o | che | ven | da | co | re (11 sillabe)
2 – per | a | bon | dan | za | di | gran | pia | ci | men | to; (11 sillabe)
3 – e | li oc | chi in | pri | ma | ge | ne | ran | l’a | mo | re (11 sillabe)
4 – e | lo | co | re | li | dà | nu | tri | ca | men | to. (11 sillabe)
Prima terzina
1 – ché | li oc | chi | ra | pre | sen | tan | a | lo | co | re (11 sillabe)
2 – d’on | ni | co | sa | che | ve | den | bo | no e | ri | o (11 sillabe)
3 – co | m’è | for | ma | ta | na | tu | ra | le | men | te (11 sillabe)
Esempio di sinalefe
Ricordiamo che nella sillabazione metrica va considerata la figura retorica della sinalefe, secondo cui la sillaba terminante con una vocale si unisce alla sillaba successiva che inizia anch’essa per vocale. Come esempio analizzate le sillabe evidenziate in verde nelle seguenti parole prese dal terzo verso: e | li oc | chi in | pri | ma. Li termina con i, quindi con una vocale, e oc, che è la sillaba successiva, inizia con o, quindi con un’altra vocale: le due sillabe, cioè li e oc, vanno considerate quindi come una sola sillaba. Il fenomeno della sinalefe consiste proprio in tale unione.
Figure retoriche
Dal punto di vista della sintassi il testo consiste in un’esposizione argomentativa e didascalica poiché l’autore intende prendere posizione sulla natura dell’amore spiegando come nasce. I periodi non sono tutto sommato complessi poiché prevale la coordinazione e le frasi subordinate non sono di rango elevato. I vv. 3 e 4 sono costruiti seguendo la procedura del polisindeto: le frasi sono infatti accostate tramite una congiunzione, in questo caso la copulativa e: e li occhi in prima genera[n] l’amore | e lo core li dà nutricamento. La medesima congiunzione è usata per unire i vv. 12 e 14: e lo cor, che di zo è concepitore, […] e questo amore regna fra la gente.
Riguardo al lessico Jacopo da Lentini si avvale di termini ricercati e tipici dell’amore cortese: si pensi ad esempio alla sola parola desio che ricorre sia nella prima strofa (v. 1) ad apertura del componimento sia nell’ultima (v. 13) in chiusura. Il poeta usa con una certa frequenza le parole chiave e le relative varianti: amore ricorre cinque volte (vv. 1, 3, 7, 12, 14), cuore (vv. 1, 4, 9, 12) e occhi (vv. 3, 8, 9, 10) quattro. Si tratta della figura retorica dell’iterazione che mediante la ripetizione di parole o espressioni cerca di rafforzare il concetto.
Anche la personificazione è una figura centrale del sonetto poiché l’amore, sentimento astratto, è raffigurato come fosse una forza attiva, un essere umano che “stringe con furore” (v. 7) e “regna fra la gente” (v.14). Inoltre riceve “nutricamento”, cioè ‘nutrimento’ (v. 4), come fosse un fanciullo. Anche il cuore è rappresentato come un essere animato: al v. 12 è un concepitore poiché concepisce e genera l’amore.
Si segnala infine l’antitesi bono e rio ‘buono e malvagio’ (v. 10), associata agli occhi che sono in grado di vedere tutto ciò che è presente in natura; si tratta di un’antitesi poiché sono messi in relazione due concetti opposti.
Amor è uno desio che vien da’ core riassunto: spiegazione facile, mappa, PDF
Di seguito trovate un riassunto facile di Amor è uno desio che ven da’ core. In apertura di questo paragrafo trovate invece una mappa del sonetto di Jacopo da Lentini.
Il sonetto Amor è uno desio che ven da’ core è di Jacopo da Lentini, caposcuola della Scuola Siciliana e inventore del sonetto. Essendo un sonetto il componimento è costituito da due quartine e due terzine di endecasillabi; lo schema di rime è ABAB ABAB (rima alternata) nelle quartine e CDE CDE nelle terzine.
Il componimento consiste in un testo argomentativo con cui l’autore spiega la natura dell’amore sottolineando come sia un desiderio (desio) che nasce dal cuore dopo essere stato innescato dagli occhi. Mentre gli occhi trasmettono al cuore la realtà il cuore forma l’immagine dell’amata e fornisce nutrimento (nutricamento) al sentimento.
L’autore usa il lessico tipico dell’amore cortese e ripete con insistenza le parole chiave amore, cuore e occhi all’interno del componimento. L’amore non è raffigurato come un sentimento astratto ma è personificato, come se fosse una forza attiva, una sorta di persona che “stringe con furore” e “regna fra la gente”.
Di seguito trovate un riassunto in PDF che riprendere gli argomenti principali ed è arricchito anche da un glossario.
Test Jacopo da Lentini e Scuola poetica siciliana
Mettetevi ora alla prova con questo test su Jacopo da Lentini e sulla Scuola poetica siciliana in cui troverete una spiegazione semplice a correzione di ogni errore.