Ungaretti e il fascismo: riassunto completo con mappa concettuale

In questo riassunto breve su Ungaretti e il fascismo vedremo quale sia stato il rapporto tra il poeta e il Ventennio soffermandoci su alcuni aspetti essenziali: la firma del Manifesto degli intellettuali fascisti di Giovanni Gentile del 1925; l’influenza che l’adesione al fascismo ebbe sulla sua opera; il rapporto con le leggi razziali del 1938 e gli avvenimenti che colpirono il poeta dopo la fine del regime. La sintesi vi permetterà di avere un’idea chiara sull’argomento, di studiarlo e ripeterlo velocemente in vista di interrogazioni e verifiche.

Ricordiamo che Giuseppe Ungaretti è stato maestro di tutta una generazione di poeti che a lui si è ispirata, e che tale adesione non può in alcun modo oscurarne l’opera, ancor oggi capace di trasmettere la crudezza e la realtà degli orrori della Prima Guerra Mondiale e della guerra in generale. È importante sottolineare al contempo che il fascismo attrasse molti intellettuali e che il suo stesso ideologo, cioè colui che scrisse il Manifesto degli intellettuali fascisti, fu un grande filosofo: Giovanni Gentile. Tali intellettuali non vanno giudicati senza considerare il contesto storico in cui vivevano, caratterizzato da pressioni, illusioni e opportunità che il regime effettivamente promise; è importante analizzare il loro operato senza ragionamenti fuori dal tempo. Veniamo ora ai fatti essenziali sul rapporto tra Ungaretti e il fascismo.

Il porto sepolto prefazione Mussolini: l’edizione del 1923

Sappiamo che Ungaretti e Mussolini si conobbero ai tempi della campagna interventista: Ungaretti anarchico, Mussolini socialista, entrambi erano favorevoli all’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale. Nel primo dopoguerra inoltre il poeta era stato corrispondente da Parigi per il quotidiano Il Popolo d’Italia, il giornale del regime. Non solo. Nel 1923 Mussolini scrisse per il poeta la prefazione della raccolta Il porto sepolto, e dalle parole usate si comprende quanto i loro rapporti fossero positivi: “Il mio compito – scrive Mussolini in merito al libro – non è di recensirlo: coloro che leggeranno queste pagine si troveranno di fronte ad una testimonianza profonda della poesia fatta di sensibilità, di tormento, di ricerca, di passione e di mistero”. Pare sia stato proprio Ungaretti a chiedere al duce di scrivere tale prefazione.

Eppure il 22 ottobre 1922, quindi solo un anno prima, era avvenuta la marcia su Roma che dimostrò le modalità violente con cui Mussolini intese arrivare al potere; Ungaretti a quel punto aveva avuto numerose prove del fatto il fascismo fosse un movimento antiliberale, e nonostante questo volle che l’edizione della sua opera contenesse uno scritto del duce.

Ungaretti firma il Manifesto degli intellettuali fascisti

La prefazione del 1923 non fu l’unico segno della sua adesione al fascismo: Ungaretti appoggiò dichiaratamente il fascismo quando nel 1925 firmò il Manifesto degli intellettuali fascisti di Giovanni Gentile. I firmatari furono 250, tutti convinti, come lui, dallo spirito nazionalista del fascismo, dalle sue promesse di rivoluzione e di progresso: pensiamo ad esempio a Gabriele D’Annunzio, a Filippo Tommaso Marinetti, a Luigi Pirandello, ecc.

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Non è irrilevante ricordare che nel 1924, quindi un anno prima, il fascismo aveva ucciso il deputato socialista Giacomo Matteotti e che Mussolini rivendicò tale attentato mostrando il suo volto nero. Firmare il Manifesto significava insomma schierarsi apertamente a favore del fascismo senza alcuna ambiguità.

Giuseppe Ungaretti fascismo: l’influenza sulla carriera

Probabilmente l’adesione al fascismo favorì la carriera di Ungaretti: ottenne ad esempio la cattedra di Letteratura italiana all’Università di San Paolo nel 1937 non solo per i suoi meriti accademici ma anche per le sue idee politiche. Sarà chiamato nel 1942 a insegnare anche all’Università di Roma “La Sapienza” e non solo per chiara fama, cioè per merito, ma anche per volere di Mussolini. In molte occasioni dunque il poeta ha giovato dell’appoggio al regime fascista.

Ungaretti leggi razziali 1938: la critica e l’arresto

Nonostante questo non condivise mai il razzismo introdotto dal nazismo tedesco: il poeta si schierò apertamente contro il Manifesto della razza del 1938 che promuoveva il razzismo scientifico. Dopo essere stato in Brasile il poeta tornò in Italia nel 1939 e probabilmente fu arrestato per avere criticato aspramente le leggi razziali fasciste. Venne liberato soltanto dopo l’intervento di Mussolini e poi ritornò in Brasile, dove stette fino al 1942.

L’epurazione antifascista dopo la caduta del regime

Al crollo del regime subì l’epurazione antifascista: proprio per via del suo passato il Ministro dell’Istruzione Guido De Ruggiero lo sospese dall’insegnamento fino al 1947, quando fu reintegrato definitivamente dal Ministro Guido Gonella. Per cercare di farsi reintegrare Ungaretti aveva scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri di allora, Alcide De Gasperi, chiedendogli se fosse giusto “diminuire moralmente e danneggiare un uomo [lui, ndr] che da molti critici nel mondo è considerato come il maggior poeta vivente”.

Il mancato Premio Nobel

Si dice che la sua adesione al fascismo abbia contribuito a impedirgli di ottenere il Premio Nobel, premio che invece ottennero Salvatore Quasimodo ed Eugenio Montale. Tale decisione irritò profondamente il poeta che aveva cercato in tutti i modi di prendere le distanze dal proprio passato fascista soffermandosi invece sui propri meriti letterari.

Gli studiosi sono ancora divisi sull’adesione di Ungaretti al fascismo: alcuni minimizzano il suo rapporto con il regime e altri ne criticano il supporto a Mussolini e alle sue idee. Si tratta insomma di un legame molto complesso, da cui tuttavia non si può prescindere per comprendere fino in fondo la sua figura.

Ungaretti e il fascismo: riassunto brevissimo con mappa concettuale

In apertura trovate delle mappe concettuali su Ungaretti, tra cui quella sul suo rapporto con il fascismo, mentre qui di seguito vi proponiamo un riassunto brevissimo sul legame tra il poeta e il regime che vi permetterà di inquadrare velocemente gli aspetti essenziali dell’argomento.

Giuseppe Ungaretti conobbe Benito Mussolini negli anni dell’interventismo e come lui sosteneva l’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale. Il poeta fu grande estimatore del duce al punto che forse gli chiese una prefazione alla prima raccolta di poesie che scrisse, Il porto sepolto; il duce accettò e l’edizione con la propria prefazione uscì nel 1923.

Nel 1925 Ungaretti firmò il Manifesto degli intellettuali fascisti schierandosi apertamente con Mussolini. Sebbene molti intellettuali come lui avessero aderito al fascismo per il nazionalismo e per le promesse di rivoluzione e progresso, non si può ignorare che l’anno precedente il regime avesse già mostrato il suo volto violento con l’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti.

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La carriera di Ungaretti fu influenzata dal regime: ottenne la cattedra di Letteratura italiana all’Università di San Paolo nel 1937 e quella a Roma nel 1942 non solo per merito ma anche per l’appoggio al fascismo.

Nonostante ciò Ungaretti si oppose al razzismo nazista e al Manifesto della razza del 1938. Dopo la sua critica alle leggi razziali venne probabilmente arrestato e fu liberato in seguito solo grazie a Mussolini.

Dopo la caduta del regime il poeta subì l’epurazione antifascista e venne sospeso dall’insegnamento fino al 1947. La sua adesione al fascismo ha avuto ripercussioni anche sulla sua carriera internazionale perché non gli fu conferito il Premio Nobel nonostante il suo prestigio letterario nazionale e internazionale. Il dibattito tra gli studiosi sul suo rapporto con il fascismo rimane ancora aperto.

Test su Ungaretti e il fascismo

Se volete mettere alla prova le vostre conoscenze provate a fare il test su Ungaretti che segue: abbiamo inserito anche diverse domande sul suo legame con il regime. Se necessitate di altre verifiche non vi resta che consultare questa pagina con molti test sul poeta. Buono studio!

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Test letteratura italiana

Giuseppe Ungaretti

Sai davvero tutto sul maestro del Novecento?

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I versi M'illumino d'immenso:

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La poetica di Ungaretti:

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L'opera omnia di Giuseppe Ungaretti si intitola

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Il rapporto di Giuseppe Ungaretti con il fascismo:

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Giuseppe Ungaretti non fu mai realmente fascista.

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Giuseppe Ungaretti:

7 / 10

La prima edizione della raccolta Il porto sepolto è stata pubblicata nel:

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Giuseppe Ungaretti fu vittima dell'epurazione antifascista.

9 / 10

La prima raccolta di Ungaretti, Il porto sepolto, ebbe una prefazione scritta da Benito Mussolini nel 1924

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Lo slancio vitale di Ungaretti:

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