Di seguito trovate analizzato il proemio dell’Odissea, il poema attribuito a Omero che tratta del ritorno a Itaca del suo re Odisseo, cioè Ulisse, dopo aver vinto la Guerra di Troia. Vi proponiamo non solo la parafrasi ma anche un riassunto semplice con spiegazione dei temi principali, delle figure retoriche e dello stile. Le mappe finali serviranno per ripetere velocemente in vista di interrogazioni o verifiche scritte. Buono studio!
Odissea proemio commento: cosa succede all’inizio del poema
Il commento del proemio dell’Odissea non può che farvi notare subito come sia invocata la Musa affinché ella possa assistere l’autore nella narrazione: è un aspetto tipico dei poemi omerici, visto che l’invocazione si trova anche nell’Iliade, e dei poemi in generale.
Al tempo stesso il proemio anticipa i temi portanti dell’opera, come si nota qui di seguito.
- Il nostos, cioè il viaggio di ritorno di Ulisse verso casa a Itaca (dopo la guerra di Troia, vinta dagli Achei);
- Il tentativo di Ulisse di salvare la propria vita e quella degli amici, molti dei quali impazziranno: pochi infatti riusciranno a tornare a casa;
- La prigionia di Ulisse, bloccato da Calipso sull’isola di Ogigia poiché ella è innamorata di lui;
- Le ulteriori sfide che Ulisse dovrà superare una volta approdato a Itaca.
Sottolineiamo che il proemio è solo una parte del primo libro, il quale è costituito da molti più versi e da molte più parti.
Descrizione di Odisseo nel proemio: le caratteristiche del personaggio
La descrizione di Odisseo nel proemio è ricca di informazioni: l’eroe è subito raffigurato come astuto con la perifrasi “uomo ricco di astuzie”.
In seguito il proemio mette in evidenza il suo lungo vagabondare, quando si racconta ad esempio che “a lungo | errò”, e i “molti dolori” che “patì in cuore sul mare”: Odisseo insomma non è il classico esempio di uomo imperturbabile ma è un uomo che soffre per ciò che gli accade. Anche quando tornerà a casa sarà costretto a combattere: si legge infatti che neanche “in Itaca […] doveva sfuggire alle prove, | neppure tra i suoi”.
Odisseo è inoltre descritto come un uomo valoroso e coraggioso, che fa il possibile “per la sua vita e pel ritorno dei suoi”, cioè per difendere sé stesso e permettere agli altri di ritornare vivi a casa. Ed è anche un uomo innamorato: egli infatti “sospirava il ritorno e la sposa”, quindi era desideroso non solo di rivedere la sua Itaca, di cui era re, ma anche la sua Penelope, la moglie che lo attendeva da anni cercando di sottrarsi al corteggiamento dei Proci.
Odisseo è aiutato dagli dei: si legge che “gli filarono i numi che in patria tornasse”, cioè furono le divinità a volere il suo rientro e a filare, cioè ‘scegliere’ il suo destino. Tutti tranne Poseidone, colmo d’ira nei suoi confronti perché aveva accecato suo figlio, il ciclope Polifemo.
Odissea proemio parafrasi
Vediamo ora la parafrasi del proemio dell’Odissea dividendo la ventina di versi che lo costituiscono in base all’argomento trattato.
Parafrasi versi 1-10
vv. 1-5: l’invocazione della Musa e una breve sintesi del viaggio di Odisseo
Raccontami, o Musa, dell’uomo astuto che per molto tempo | vagò dopo che distrusse l’acropoli di Troia; | (Odisseo) vide le città di molti popoli e conobbe le loro abitudini, | patì molte sofferenze in mare, | lottando per la propria vita e per il ritorno dei suoi (amici).
vv. 6-9: la follia dei compagni di Odisseo
Ma (Odisseo) non li salvò pur volendolo davvero, | morirono (si persero) per la loro follia, pazzi! | al punto che mangiarono i buoi del Sole Iperione, | e il Sole impedì che tornassero a casa (distrusse il giorno del loro ritorno).
vv. 10-11: la nuova invocazione alla Musa
Di’ qualcosa anche a noi di queste avventure, o dea | figlia di Zeus.
Parafrasi versi 11-21
vv. 12-15: Calipso trattiene Odisseo nell’isola di Ogigia poiché innamorata di lui
Allora tutti gli altri amici, coloro che evitarono la morte, | erano a casa, scampati dalla guerra (di Troia) e dal mare; | lui soltanto, che fremeva (sospirava) di tornare a casa e di incontrare la sua sposa, | era trattenuto dalla divina ninfa Calipso, la splendida dea, | negli antri profondi perché (ella) voleva che (lui) divenisse suo marito
vv. 16-19: le sfide di Odisseo a Itaca
E quando arrivò il tempo, passati gli anni, | durante i quali gli dei decisero (filarono) che Odisseo sarebbe dovuto tornare a casa, | neppure là, a Itaca, sfuggì alle prove, | neppure tra la sua gente.
vv. 19-21: Poseidone odia Odisseo
Tutti gli dei avevano pietà di Odisseo, | ma non Poseidone; questi covava grande rancore | contro di lui prima del ritorno a casa.
Metrica e figure retoriche proemio Odissea: le principali
Prima di analizzare metrica e figure retoriche del proemio dell’Odissea ricordiamo che il nostro commento riguarda sempre una traduzione, visto che l’Odissea è scritta in greco. È importante sottolinearlo perché può accadere che il traduttore, per quanto talentuoso e rispettoso possa essere, non riesca a rispettare del tutto lo stile del poema originale. La nostra traduzione di riferimento è quella di Rosa Calzecchi Onesti. Veniamo al dunque.
Anzitutto, trattandosi di un testo poetico, l’Odissea risente delle strategie che si usano in genere nella poesia anche riguardo all’ordine delle parole. La sintassi è caratterizzata dalla presenza di inversioni, cioè di figure retoriche che consistono nell”invertire’, appunto, l’ordine naturale delle parole. All’inizio ad esempio compare “a lungo | errò” (vv. 1-2) invece del più naturale “errò a lungo”. Vediamo altri esempi: “di molti uomini le città vide” (v. 3) invece di “vide le città di molti uomini”, “molti dolori patì” (v. 4) in luogo di “patì molti dolori”, “rancore violento” (v. 20) invece di “violento rancore”. Questi sono solo alcuni degli esempi che mostrano come la topologia, cioè l’ordine delle parole, sia marcata.
Dal punto di vista lessicale si evidenzia l’importante perifrasi iniziale “L’uomo ricco di astuzie” per indicare Odisseo. Si tratta di una perifrasi poiché l’autore usa un giro di parole per indicare Ulisse quando avrebbe potuto usarne una soltanto.
Tipico dello stile dei poemi epici è l’uso degli epiteti e dei patronimici; in questo caso il Sole è definito con l’epiteto Iperìone che in greco antico vuol dire ‘colui che si muove al di sopra’. Tale epiteto è usato dagli aedi, cioè da coloro che declamavano i versi dei poemi, per indicare una qualità fissa di un sostantivo. La lingua dei poemi omerici è caratterizzata da uno stile formulare, cioè da formule che l’aedo ripete di continuo per memorizzare i versi: il Sole insomma è definito spesso Iperione, non solo in questi versi, così come Odisseo è definito spesso divino. Ripetiamolo: una qualità o una caratteristica che viene attribuita frequentemente a qualcuno o qualcosa si chiama quindi epiteto.
Riguardo al lessico non mancano le metafore: per indicare ad esempio che il Sole si vendicò e uccise i compagni di Ulisse che osarono mangiare le sue vacche sacre si dice che “il Sole distrusse il giorno del loro ritorno” (v. 9); per indicare il vuoto della morte si legge “l’abisso di morte” (v. 11). Una metafora interessante è quella al v. 17 “gli filarono i numi che in patria tornasse” poiché richiama la cultura greca secondo cui gli dei tessevano i fili del destino e quando lo ritenevano opportuno li tagliavano uccidendo la vittima; filare quindi è una metafora per indicare che i numi, cioè gli dei, avevano fatto la loro scelta.
Riassunto breve proemio Odissea: spiegazione facile con mappe concettuali
In apertura di questo paragrafo trovate delle mappe concettuali mentre qui di seguito un riassunto breve del proemio dell’Odissea: si tratta di una spiegazione facile che vi permetterà di studiare o ripetere velocemente in vista di verifiche scritte o interrogazioni.
Il proemio dell’Odissea non è solo l’inizio del poema ma un manifesto dell’opera in cui ne vengono anticipati i temi principali.
Fin dai primi versi Omero presenta Ulisse come un uomo astuto, capace di affrontare mille difficoltà, ma allo stesso tempo fragile e sofferente, costretto a vagare lontano dalla patria e dalla sua famiglia. L’eroe non è descritto come invincibile ma come un uomo che resiste tra dolori, inganni e prove continue; è quindi un eroe umano, di cui il lettore riconosce sentimenti, emozioni e stati d’animo.
L’invocazione della Musa, tipica dei poemi e della poesia, stabilisce l’autorevolezza del racconto poiché ella viene invocata come aiuto e sostegno all’opera.
I temi principali sono tutti anticipati: il nostos, cioè il ritorno verso casa; la nostalgia della patria e della moglie Penelope; il rapporto con gli dei, che aiutano e ostacolano Ulisse, e il destino che nessuno può cambiare.
Il proemio svolge pertanto tre funzioni fondamentali: introduce Ulisse e le sue caratteristiche; anticipa gli eventi principali che verranno narrati; fissa i grandi temi del poema. Per questo motivo è considerato una parte essenziale dell’Odissea, capace di racchiudere in pochi versi l’intero senso del viaggio dell’eroe acheo.