La poesia Veglia racchiude gran parte delle caratteristiche della prima fase poetica di Giuseppe Ungaretti: lo scrittore combatte sul fronte del Carso, precisamente nella zona del San Michele, dopo essersi arruolato volontario nella Prima Guerra Mondiale; il tema predominante è dunque la guerra, e la poesia non può che essere asciutta, scarna, priva di fronzoli, evocativa com’è tipico dello stile di quegli anni del poeta. Vediamo proprio un riassunto di Veglia con analisi e parafrasi che vi consentirà di studiarne e ripeterne velocemente gli aspetti essenziali.
Testo Veglia
Riportiamo subito il testo di Veglia per poterlo analizzare attentamente dal punto di vista contenutistico e retorico.
Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita
Veglia, significato del titolo
Il significato del titolo Veglia è racchiuso nel verbo vegliare: veglia colui che resta sveglio nelle ore notturne, naturalmente dedicate al sonno, in questo caso per prendersi accudire qualcuno. Ungaretti, che viveva la guerra da soldato, si trova “buttato” accanto al cadavere di un amico e, straziato dal dolore in una notte interminabile, si sente assetato di vita perché è proprio nella morte che trova la forza di andare avanti; maggiore è la distruzione del paesaggio umano e dell’umanità stessa, più forte è la presa che la vita ha su di lui e più intenso è il suo amore per ciò che possiede ancora e non ha perso.
Parafrasi Veglia Ungaretti
Vediamo la parafrasi di Veglia prima dei temi e del commento (ricordate che la singola barra verticale | indica un verso nuovo mentre due barre verticali || indicano una nuova strofa).
(Ho passato) una nottata intera | buttato vicino | a un compagno | massacrato | con la bocca | digrignata (con i denti di fuori) | rivolta alla Luna piena. | (Con) la congestione | delle sue mani | penetrata | nel mio silenzio | ho scritto | lettere pregne d’amore || Non sono mai stato | tanto | attaccato alla vita.
Veglia Ungaretti, riassunto temi e commento generale
Un riassunto dei temi di Veglia non può che partire dalla vita del poeta: è il 23 dicembre 1915, quindi l’Italia è entrata in guerra da sette mesi (24 maggio 1915) e, Ungaretti, arruolatosi volontario, è già segnato dalla sofferenza atroce provocata dal conflitto. L’esperienza diretta della guerra influenza profondamente la sua poetica portandolo a esprimere con intensità le emozioni legate alla fragilità della vita e alla presenza costante della morte.
I temi della morte e della sofferenza: la prima parte della poesia
Facciamo attenzione alle parole impiegate: il poeta non scrive di essere “sdraiato” vicino al compagno ma di essere “buttato”, come fosse un oggetto; è come se il poeta non abbia scelto di trovarsi lì ma vi è stato quasi scaraventato dalla guerra stessa, e ciò amplifica il senso di angoscia e smarrimento.
Il tema della sofferenza caratterizza tutta la prima parte della poesia: il compagno è stato “massacrato” dai soldati austriaci; la sua bocca è “digrignata”, cioè con i denti stretti, ed evoca tensione, un ultimo spasmo di dolore, un’espressione di sofferenza rimasta impressa sul volto. La bocca è rivolta verso la Luna piena che, indifferente agli orrori causati dall’uomo, illumina il cadavere per tutta la notte e lo rende visibile. Ancora: le mani del soldato sono congestionate, cioè ‘gonfie’. Tutta la scena costruita dal poeta parla di morte, dolore, angoscia e sofferenza.
Il tema dello slancio vitale: la seconda parte della poesia
Al tempo stesso Ungaretti non perde lo slancio vitale, il vitalismo che ne caratterizza l’intera opera: nonostante la sofferenza, il dolore e la guerra, si sente spinto verso la vita, sente che non deve arrendersi, che un domani è ancora possibile. Ecco perché scrive lettere piene d’amore: è l’amore che lo protegge dalla morte e che lo rende il soldato della speranza, come lui stesso si è definito. E forse proprio la Luna piena stessa può essere interpretata come simbolo di luce: essa continua a illuminare la vita degli uomini e la notte buia e dolorosa nonostante lo scenario di morte.
Veglia Ungaretti, analisi metrica e figure retoriche
Vediamo ora l’analisi metrica di Veglia e le figure retoriche principali. Anzitutto siamo nella prima fase poetica di Ungaretti, fortemente influenzata dal Futurismo e dal Simbolismo. Il poeta aveva già conosciuto le Avanguardie e da esse aveva mutuato alcune delle caratteristiche della sua scrittura.
Sintassi libera e assenza di schema metrico
Anzitutto i versi non seguono uno schema metrico preciso, e la sintassi è libera: non compaiono congiunzioni o altri elementi che collegano le parole in modo tradizionale. La poesia procede per immagini e analogie senza spiegazioni e legami logici espliciti e chiari.
Assenza di punteggiatura
Notiamo anche l’assenza di punteggiatura, tipica del Futurismo e del tutto inutile nella sua esperienza di vita: in uno scenario di morte e disperazione serve solo l’essenziale e la punteggiatura non lo è.
Proviamo a inserire la punteggiatura per comprendere meglio lo stile del poeta: “Un’intera nottata | buttato vicino a un compagno | massacrato, | con la sua bocca | digrignata | volta al plenilunio. | Con la congestione | delle sue mani | penetrata | nel mio silenzio | ho scritto | lettere piene d’amore. || Non sono mai stato | tanto | attaccato alla vita”.
Versi brevi o brevissimi, assoluta rilevanza della parola
I versi sono brevi o brevissimi, e alcuni sono anche riempiti da una sola parola. Ciò enfatizza l’essenzialità del linguaggio e l’urgenza dell’espressione, e obbliga il lettore a soffermarsi sulle parole amplificando la carica emotiva della poesia.
Notiamo i versi costituiti dai soli participi passati “massacrato”, “digrignata” e “penetrata”: essi richiamano direttamente la morte del compagno, il suo cadavere; sono parole che bastano da sole per trasmettere le emozioni di quella notte. Si tratta di termini fortemente simbolici ed evocativi, com’è tipico del Simbolismo, che sottolineano l’atrocità della sofferenza. Quest’ultima è sottolineata anche dalla presenza delle allitterazioni in r e t che legano le tre parole massacRaTo, digRignaTa e peneTRaTa, tra le quali vi è anche una rima interna. Tali parole insomma sono strettamente connesse tra loro e rappresentano il nucleo essenziale della prima parte del componimento.
Le parole grammaticali si caricano di significato
Il poeta riempie il penultimo verso con la sola parola “tanto” per sottolineare il suo forte attaccamento alla vita in uno scenario di morte. Non è una scelta stilistica da sottovalutare: la parola “tanto” è una parola grammaticale, vuota, che in altre poesie non avrebbe mai riempito da sola il verso; eppure Ungaretti ricorre a tale strategia per mettere in risalto la forza del proprio slancio vitale e riaffermare la propria umanità.
Ritmo e musicalità della poesia
In assenza di punteggiatura è importante sottolineare che sono proprio le allitterazioni, rintracciabili anche in altri versi, ad esempio all’inizio (“una noTTaTa inTeRa | buTTaTo”), a scandire l’andamento ritmico del verso e a determinarne la musicalità, assieme a rime interne e assonanze.
Il linguaggio analogico: la metafora della “congestione delle mani”
Un’ultima osservazione sulle figure retoriche: essendo influenzato dal Simbolismo, il linguaggio di Ungaretti è ricco di analogie. In Veglia, compare solo la metafora della “congestione delle mani penetrata nel silenzio” ma le raccolte del poeta sono ricchissime di analogie in tutte le loro forme: esse infatti permettono di evocare realtà diverse e misteriose che non sono facilmente visibili.
Nel caso di Veglia, la “la congestione | delle sue mani | penetrata | nel mio silenzio” mostra il dolore profondo del poeta. Le mani del soldato richiamano non solo il suo corpo ma anche la sofferenza di Ungaretti che si mescola con il “silenzio”, simbolo di solitudine e isolamento dalla guerra. La “realtà misteriosa” è il legame invisibile che il poeta crea tra il corpo del compagno morto e i propri sentimenti interiori. Così, la guerra non è solo un luogo fisico ma diventa anche un simbolo di morte e dolore, di emozioni che non si vedono ma che si percepiscono nella poesia.
Riassunto brevissimo Veglia Ungaretti con mappa concettuale
Vi proponiamo qui di seguito un riassunto brevissimo di Veglia e in apertura una mappa concettuale con gli aspetti essenziali: vi permetteranno di ripetere velocemente e di inquadrare in poco tempo gli elementi più rilevanti del componimento.
La poesia Veglia di Giuseppe Ungaretti (raccolta Porto sepolto, poi L’allegria) esprime in modo essenziale e crudo l’esperienza della guerra e rappresenta a pieno la prima fase poetica dell’autore.
Scritta il 23 dicembre 1915 sul fronte del Carso, descrive una notte trascorsa dal poeta accanto al cadavere di un compagno “massacrato”, con “la bocca | digrignata | volta al plenilunio”. Egli, immerso in questo scenario di dolore e morte, sente però un fortissimo attaccamento alla vita, che emerge nel verso finale: “Non sono mai stato | tanto | attaccato alla vita”.
Lo stile è asciutto e privo di punteggiatura, i versi sono brevi e non seguono uno schema metrico fisso. L’assenza di congiunzioni rende il testo frammentato, in cui i contenuti sono trasmessi accostando le immagini che il poeta crea e le realtà che evoca. Sono tutte caratteristiche mutuate dal Futurismo e dal Simbolismo che influenzano pesantemente l’arte di Ungaretti.
Le parole chiave della prima parte, “massacrato”, “digrignata” e “penetrata”, sono cariche di significato e sono unite retoricamente dalle allitterazioni in r e t e dalla rima. Esse descrivono con chiarezza lo scenario di orrore in cui vive il poeta. Ungaretti usa simboli e immagini ricchi di significato sin dalla prima strofa: la Luna piena, indifferente agli orrori della guerra, illumina la scena e rende visibile il cadavere del compagno, mentre la “congestione delle mani” di quest’ultimo che “penetra nel silenzio” mostra il trauma in atto.
Eppure in questa situazione estrema nasce un desiderio più intenso di vivere, lo slancio vitale caratteristico della sua poesia, espresso nelle “lettere piene d’amore” che egli scrive durante la notte e dichiarato nell’ultima strofa: “Non sono mai stato | tanto | attaccato alla vita”.
Test su Veglia e Ungaretti
Il test su Veglia che vedete qui di seguito vi permetterà di mettere alla prova le vostre conoscenze e al tempo stesso di ripetere, visto che per ogni risposta sbagliata troverete una spiegazione. Se avete bisogno di altre verifiche non vi resta che consultare questa pagina con molti test sul poeta. Buono studio!