Nel Novecento Giuseppe Ungaretti inaugura un nuovo modo di fare poesia che influenzerà molti scrittori. Agli inizi tale modo di scrivere scatenò tuttavia numerose reazioni: era davvero poesia quella che componeva il poeta essendo caratterizzata da versi brevi, sintassi spezzata e da assenza o scarsezza di punteggiatura, ecc.? Poteva essere accettata una produzione così lontana dalla lirica tradizionale? Ne parliamo in questo riassunto su poetica, stile e pensiero di Ungaretti che vi permetterà di studiare e ripetere velocemente per verifiche e interrogazioni. Alla fine troverete anche delle mappe concettuali e delle sintesi in PDF che potrebbero tornarvi davvero utili.
Gli studi di Ungaretti e i contatti con la letteratura
Giuseppe Ungaretti entra in contatto con la letteratura francese sin dai tempi della scuola mediante la rivista Mercure de France; la rivista La Voce gli permette di avvicinarsi alla letteratura italiana. Anche l’amico Moammed Sceab, che crescerà con lui e morirà suicida a Parigi dopo il loro trasferimento, contribuisce alle sue conoscenze. È così che legge autori come Rimbaud, Mallarmé, Baudelaire, Leopardi ecc.
A Parigi compie gli studi universitari, quindi la sua cultura è fondamentalmente francese e il suo è un italiano di nostalgia perché, nato e cresciuto in Egitto, cioè lontano dall’Italia, la sua lingua madre non era un’abitudine quotidiana ma un bene da custodire attraverso la scrittura, non tanto un mezzo di comunicazione quanto un legame con le sue origini.
Riassunto stile Ungaretti: i temi e la scrittura
L’influenza del Simbolismo e del Futurismo
Nella prima fase della poetica Giuseppe Ungaretti è influenzato dal Simbolismo e dal Futurismo.
Dai simbolisti il poeta ha derivato la poesia pura, evocativa, che si fa simbolo e richiama realtà misteriose e nascoste non visibili immediatamente.
Dai futuristi deriva invece una poesia breve, paragonabile un frammento, al punto che i versi possono essere riempiti anche da una sola parola; anzi pure le parole vuote, grammaticali, si caricano di potenza semantica e si arricchiscono di significato: nella poesia Veglia ad esempio il poeta scrive “Non sono mai stato | tanto | attaccato alla vita” e riempie il terzo verso solo con la parola tanto, una parola vuota appunto, che in altri contesti non avrebbe avuto un ruolo rilevante; qui invece serve a sottolineare invece l’attaccamento del poeta all’esistenza in uno scenario di morte, lo slancio vitale tipico del suo comporre.
In questa fase la punteggiatura è quasi del tutto assente e i versi sono liberi, cioè non seguono uno schema metrico fisso; sono frequenti inoltre gli a capo e le parole sono precedute o seguite da spazi bianchi. In genere il verso è musicale e il ritmo sembra trasformare la poesia, anche con i numerosi enjambement, in un flusso continuo di emozioni.
Ungaretti elimina ogni parola superflua e riduce il componimento all’essenziale poiché la guerra e la sofferenza non necessitano di fronzoli o abbellimenti. Al contrario la poesia si fa pura: con i suoi simboli evoca e richiama realtà altre, dà voce al mondo interiore e fugge da significati espliciti; per tale motivo sono molto frequenti figure analogiche come la metafora e la similitudine. Per la loro potenza le parole si fanno dense di significato e sono usate in modo preciso e mai approssimativo.
Esempi di poesia simbolista in Ungaretti
Alcuni esempi di poesia simbolista: esemplare è il caso di Mattino, in cui i versi “M’illumino | d’immenso” evocano un’idea precisa, la luce abbagliante del mattino e l’immenso, con una sorta di istantanea; nella poesia I fiumi ogni fiume evoca una fase particolare della vita del poeta: l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta, oltre che l’esperienza della guerra. In Veglia il cadavere del compagno simboleggia la morte onnipresente nella guerra; in Soldati le foglie sono simbolo della caducità della vita.
Ungaretti precursore dell’Ermetismo
Proprio per il suo stile di scrittura Ungaretti è considerato il precursore dell’Ermetismo. Il suo stile si distingue per l’essenzialità espressiva, l’eliminazione della punteggiatura e la frammentazione del verso, per la potenza evocativa delle parole usate: si tratta di caratteristiche comuni a tutti gli esponenti dell’Ermetismo.
Il movimento si affermerà pienamente negli anni Trenta del Novecento con poeti come Salvatore Quasimodo ed Eugenio Montale, i quali trovano in Ungaretti proprio un modello per il suo linguaggio. Le sue poesie, soprattutto quelle che costituiscono la raccolta L’Allegria, riducono al minimo le parole ma al contempo sono in grado di esprimere emozioni profonde proprio come i poeti ermetici.
Riassunto pensiero Ungaretti: lo slancio vitale
Riguardo ai contenuti, la prima fase è quella della guerra, visto che il poeta si arruolò come volontario durante il Primo Conflitto Mondiale: in ogni componimento compaiono data e luogo da cui Ungaretti scrive, quasi come se le sue poesie componessero un diario di guerra che parla di uomini soli, abbandonati dal destino, costretti a combattere in trincee insanguinate e indifferenti, simbolo di una umanità distrutta e precaria.
Mai però il poeta perde la speranza, e questo è l’aspetto essenziale del pensiero di Ungaretti. Si parla al riguardo di vitalismo: in un mondo in cui si vive giorno per giorno, in cui il domani è incerto e la guerra ha stravolto tutto, anche la natura continua a resistere lo slancio vitale, l’attaccamento all’esistenza; è il poeta stesso a ritenersi un uomo della speranza.
Sono questi i tempi della sua prima raccolta Il porto sepolto, intitolata così in riferimento a un fantomatico porto antico della città di Alessandria che rappresenta ciò che di segreto nasconde l’uomo, qualcosa di indecifrabile e nascosto agli occhi di tutti. Ed è proprio tale segreto, tale mistero che la poesia cerca di trovare. Ungaretti lavorerà a tale raccolta per molti anni: uscirà prima con il titolo Allegria dei naufragi (1919), poi con il titolo L’allegria (1931).
Il titolo Allegria di naufragi rende più chiaro il pensiero del poeta nella sua prima fase di scrittura: Allegria dei naufragi è un ossimoro poiché il naufragio non richiama qualcosa di allegro o felice ma una perdita; al tempo stesso tuttavia fa riferimento alla sopravvivenza, all’uomo che nonostante tutto riesce ad andare avanti. Di qui il concetto di allegria che richiama quello della rinascita. È proprio Ungaretti a commentarne il titolo sottolineando la sua “Volontà di vivere nonostante tutto, stringendo i pugni, nonostante il tempo, nonostante la morte”.
La raccolta Sentimento del tempo: religiosità e rapporto con il divino
Nella seconda fase della sua poetica Ungaretti ritorna alla lirica tradizionale: la parola assume sempre un ruolo fondamentale ma il verso si fa più esteso e il poeta recupera i metri tradizionali, l’endecasillabo ma non solo, e si rifà soprattutto a Leopardi e Petrarca. Viene reintrodotta la punteggiatura.
Sono i tempi della raccolta Sentimento del tempo, in cui ai temi della guerra e della sofferenza in generale si aggiungono quelli del tempo, della memoria e del destino dell’uomo. Dopo la conversione del poeta nel 1928 la religiosità e il rapporto con il divino entrano con forza nei componimenti, ad esempio nella poesia La madre dedicata alla mamma scomparsa, grazie alla quale al poeta non mancò nulla nonostante la morte del padre.
La raccolta Il dolore e la morte del figlio Antonietto
La raccolta successiva, Il dolore, è segnata dalla morte del figlio Antonietto, quindi da una tragedia personale che Ungaretti porterà con sé per tutta la vita, come spiegherà egli stesso: “Il dolore è il libro che più amo, il libro che ho scritto negli anni orribili, stretto alla gola. Se ne parlassi mi parrebbe d’essere impudico. Quel dolore non finirà più di straziarmi“. Alla tragedia personale si aggiunge anche la sofferenza causata dalla Seconda Guerra Mondiale che emerge ad esempio nella poesia Non gridate più in cui il poeta esorta l’uomo a cessare di combattere.
Vita d’un uomo, l’opera definitiva: il dolore di uno, il dolore di tutti
La sua opera omnia, Vita d’un uomo, che racchiude tutte le precedenti raccolte, richiama già nel titolo la sofferenza dell’essere umano: il dolore personale del poeta, segnato dalla guerra e dai tanti lutti che gli hanno portato via le persone più care, riflette la sofferenza di tutti gli uomini. Dinanzi alle vicissitudini della vita insomma gli esseri umani scoprono di essere delle creature fragili e smarrite in un universo vasto e misterioso in cui spesso i perché sfuggono. Nella sua vita, quella di un solo uomo, emerge la vita di tanti altri.
Ungaretti poetica: riassunto brevissimo con PDF, mappe e schemi
Trovate qui di seguito un riassunto brevissimo sulla poetica di Ungaretti, a cui segue anche il PDF. In apertura trovate inoltre mappe concettuali e schemi per ripetere velocemente gli aspetti principali dello stile e dei temi dell’opera del poeta.
Giuseppe Ungaretti rivoluzionò la poesia del Novecento con uno stile innovativo che influenzò numerosi autori. La sua scrittura, caratterizzata da versi brevi, sintassi frammentata e punteggiatura ridotta, suscitò inizialmente molte critiche poiché si allontanava dalla lirica tradizionale.
Influenzato dal Simbolismo e dal Futurismo, il poeta crea inizialmente una poesia che, pur essendo estremamente breve, è ricca di significato. Dal Simbolismo deriva l’uso della parola come simbolo, evocativa di realtà altre e misteriose, non immediatamente percettibili; dal Futurismo dipende l’uso di versi liberi e brevi, privi di punteggiatura. Nella sua produzione anche le parole vuote, quelle grammaticali, che in altri contesti sarebbero passate inosservate, acquistano potenza e valore.
Il poeta elimina ogni termine superfluo concentrandosi sull’essenziale, poiché la guerra e la sofferenza non ammettono fronzoli. Nella sua prima raccolta, Il porto sepolto, i temi predominanti sono la guerra e la sofferenza. A tale raccolta Ungaretti lavora continuamente fino alla seconda edizione intitolata Allegria dei naufragi, che chiarisce il suo spirito sul fronte di guerra: egli soffre per le tragedie che lo circondano ma non perde mai la speranza, lo slancio vitale che lo spinge ad andare avanti. La parola allegria resta nella terza edizione della raccolta, L’allegria, proprio a sottolineare la forza di vivere nonostante tutto.
Nella seconda fase della sua poetica, dopo la conversione al Cattolicesimo Ungaretti ritorna alla lirica tradizionale. La scrittura si arricchisce di temi nuovi come il rapporto con il divino.
La morte del figlio Antonietto segna un momento di grande dolore nella sua vita che si riflette nelle poesie della raccolta Il dolore.
La sua opera omnia, Vita d’un uomo, racchiude tutte le raccolte pubblicate in precedenza e mostra come la sofferenza individuale sia condivisa da tutti gli uomini: nei suoi versi si trova scritto in fondo il percorso di vita di ogni essere umano.
Test e verifiche su poetica e stile Ungaretti
Per mettervi alla prova provate a fare il test su Ungaretti che trovate qui di seguito! Se volete esercitarvi anche queste verifiche su Ungaretti vi torneranno utili: come nel test di questa pagina sono previste infatti anche le soluzioni.