Dittongo trittongo iato differenza: esempi esercizi spiegazione facile

In questa guida spiegheremo chiaramente la differenza tra dittongo, trittongo e iato, un argomento di fonetica all’apparenza piuttosto semplice ma che in realtà nasconde diverse insidie. Ecco perché faremo ricorso a molti esempi, ci soffermeremo sui casi più ambigui e difficili e cercheremo di risolvere tutti i dubbi in merito. A questa spiegazione facile fanno seguito esercizi e test per verificare se tutti gli aspetti dell’argomento sono chiari. Non ci resta che iniziare!

Che cos’è un dittongo? Esempi con spiegazione facile

Il dittongo è una sequenza di due vocali, di cui una dev’essere almeno i o u: non esistono dittonghi senza queste due vocali, e la prima regola da memorizzare è proprio questa. Vediamo subito degli esempi di dittongo.

  • Dittongo con i e u in prima posizione: attUAre, bIAnco, dIEde, sottrazIOne, UOvo;
  • Dittongo con i e u in seconda posizione: mAI, EUropa, pAUsa, sEI, tAUrina.

Come vedete, in ogni parola dei due gruppi è presente un dittongo: in attUAre, bIAnco, dIEde, sottrazIOne e UOvo compaiono ua, ia, ie, io e uo. In questa sequenza di due vocali compaiono i o u insieme ad altre vocali. Lo stesso vale per mAI, EUropa, pAUsa, sEI e tAUrina: in queste parole compaiono ai, eu, au, ei, au, cioè un gruppo di fonemi vocalici in cui ci sono i e u insieme ad altre vocali. Tutto chiaro?

Provate ora a scrivere cinque parole con un dittongo! Noi abbiamo pensato a fiala, miele, può, trauma, zaino! E voi? Attenzione: devono sempre comparire i e u, o in prima (come in fIala, mIele, pUò) o in seconda posizione (traUma, zaIno).

C’è una seconda regola da seguire per evitare di sbagliare: i e u non devono essere mai accentate. Sì, se sono accentate non formano un dittongo con l’altra vocale ma si separano costituendo uno iato. Facciamo subito degli esempi: Lìa, Marìa, mìo, tùo, vìe. Come vedete, in tutti i casi i e u sono accentate perché le pronunciamo più intensamente rispetto alle altre, ed è per questo che si separano nella divisione in sillabe: li.a, mari.a, mi.o, tu.o, vi.e.

C’è un terzo caso di dittongo, quello in cui i e u si incontrano. Vediamo qualche parola per fissare bene il concetto: fIUme, fUI, gratUIto, gUIda, lUI. In tutti i casi si è dinanzi a un dittongo costituito da i e u, iu e ui, che nella divisione in sillabe non si separa: fIU.me, fUI, gra.tUI.to, gUI.da, lUI. Solo in questo caso l’accentazione non conta: difatti in tutte le parole citate i suoni i e u sono accentati.  

Dittongo ascendente e discendente esempi

Vediamo ora degli esempi di dittongo ascendente e discendente. Non è niente di nuovo rispetto a quanto abbiamo già spiegato: si tratta solo di affinare la terminologia.

  • Dittongo con i e u in prima posizione: attUAre, bIAnco, dIEde, sottrazIOne, UOvo;
  • Dittongo con i e u in seconda posizione: mAI, EUropa, pAUsa, sEI, tAUrina.

Come avete potuto notare, si tratta dei casi già visti in precedenza. Quando i e u sono in prima posizione il dittongo è ascendente; quando i e u sono in seconda posizione il dittongo è discendente. Cambia anche la definizione dei suoni: i e u in un dittongo ascendente si chiamano semiconsonanti, in un dittongo discendente si chiamano semivocali. La mappa su dittonghi, trittonghi e iati che abbiamo preparato vi tornerà senz’altro utile per ricapitolare tutto.

Intanto commentiamo qualche altro esempio: dinosAUro e IAto. Nella parola dinosauro compare il dittongo au, una sequenza vocalica composta da a + u; si tratta di un dittongo discendente perché u è in seconda posizione (e si chiama semivocale). In iato invece il dittongo ia è ascendente perché i è in seconda posizione (e si chiama semiconsonante).

Provate ora voi a cercare delle parole con dittonghi ascendenti e discendenti! Noi vi diamo qualche altro esempio: in alIEno, BIElla, fIOre, sUOre, trIAngolo si trovano dei dittonghi ascendenti mentre in dEI, EUropeo, lEI, tEUtonico e ventisEI compaiono dei dittonghi discendenti!

Definizione di dittongo

Cerchiamo ora di trarre una definizione di dittongo da questi esempi: il dittongo è una sequenza di due vocali che insieme costituiscono una sillaba, di cui una dev’essere i o u non accentata e le altre a, e od o, come nei casi di fIAla o pAUsa. Se i o u sono accentate si verifica uno iato, come nel caso di arpia o paura. Il dittongo può formarsi pure quando si uniscono i e u, come nei casi di fIUme e lUI, anche se, a differenza degli altri casi, una delle due è accentata.

In base alla posizione di i e u il dittongo è definito in modo diverso: è ascendente se i e u sono in prima posizione (fIAla); è discendente se sono in seconda posizione (pAUsa). Nel primo caso i e u suoni vengono chiamati semiconsonanti, nel secondo semivocali.

Differenza tra dittongo e iato

Gli esempi di iato sono numerosi e la differenza tra dittongo e iato vi sarà altrettanto chiara: iato significa ‘separazione’, quindi siamo dinanzi a delle vocali che si dividono e non formano una sola sillaba. Quali vocali si dividono? A, e e o, come in aereo, ferreo, leone, meteo, niveo che si dividono in a.e.re.o, fer.re.o, le.o.ne, me.te.o, ni.ve.o.

A questo si aggiunge quanto già detto parlando dei dittonghi: se in una sequenza di due vocali i e u sono accentati allora questa sequenza non formerà un dittongo ma uno iato. La differenza tra iati e dittonghi diventa molto chiara se si analizzano le parole pausa e paura: in entrambe le parole compare la sequenza di vocali au; solo che nel primo caso è un dittongo (pau.sa), nel secondo si produce uno iato (pa.u.ra) perché u è accentata, visto che quando i e u portano l’accento non si forma una sola sillaba.

Che cos’è un trittongo? Spiegazione facile con esempi

Il trittongo è una sequenza in cui compaiono ben tre vocali. In questo caso è come se a, e od o fossero circondate da i e u, quindi si possono avere varie combinazioni: iai, iei, ioi oppure uai, uei, uoi. Come vedete, in tutti i casi la vocale forte, cioè a, e od o, è preceduta e seguita da i o u. Facciamo degli esempi: gUAI, mIEI, oppIOIde, premIAI, tUOI. Tutte queste parole si dividono conservando il trittongo: guai, miei, op.pioi.de, pre.miai, tuoi. L’altro caso in cui le vocali formano un trittongo è quello in cui i e u precedono le vocali a, e e o, quindi la combinazione iuo, come accade in aiuola che infatti si divide come a.iuo.la.

Definizione di trittongo

Vediamo ora una definizione di trittongo facile e chiara: il trittongo è una sequenza di tre vocali che insieme costituiscono una sillaba. Le combinazioni possibili sono due: o quelle in cui la vocale è preceduta da una semiconsonante ed è seguita da una semivocale (gUaI, mIeI, tUoI), o quella in cui due semiconsonanti precedono una vocale (aIUola).

Divisione in sillabe dittongo, trittongo e iato

La regola generale vuole che nella divisione in sillabe dittongo e trittongo non si dividano mai, e che le vocali in iato formino due sillabe distinte. Facciamo ora qualche riflessione.

Come trovare subito un dittongo

Se siete in difficoltà e avete bisogno di un trucco per trovare subito un dittongo sappiate che in un dittongo ascendente il suono di i e u non è i e u ma è j e w. Provate a pronunciare le parole iena e uovo, in cui compaiono i dittonghi ie e uo: i e u hanno proprio la pronuncia di j e w; per questo motivo sono chiamate semiconsonanti: il loro suono si colloca tra una vocale e una consonante.

Differenza tra segno diacritico e semiconsonante

Un altro trucco riguarda la differenza tra segno diacritico e semiconsonante. Come l’h la vocale i può cambiare un suono precedente, in particolare i suoni k e g: nella parola ciao i permette che k dura venga pronunciata come c dolce (kao > ciao); lo stesso vale per le parole acciaio, cielo, diciotto, micio, rinunciare ecc. I cambia anche il suono di g trasformandolo da duro a dolce, come nelle parole fagiolo, giallo, ligio, mogio, viaggio ecc; provate a eliminare i e vedrete che ciò cambierà totalmente la loro pronuncia: fagolo, gallo, ligo, mogo, viaggo.

Quando i assume questo valore si chiama segno diacritico e non forma mai dittongo. In tutte le parole che avete letto sinora i era unita a un’altra vocale e avrebbe dovuto costituire un dittongo, giusto? Ebbene non è così: i non è una vocale né una semiconsonante, perché il suono non si sente affatto, ma è un segno che ha la sola funzione di cambiare quello precedente. Attenzione però alla divisione in sillabe: nelle parole acciaio, cielo, fagiolo, giallo e in tutti i casi simili i non si separa mai e le parole saranno comunque divise come ac.cia.io, cie.lo, fa.gio.lo, gial.lo. Insomma anche se non c’è un dittongo il segno diacritico forma comunque una sillaba e non si produce uno iato!

Riassunto dittongo, trittongo e iato: differenza con mappe e schemi

Facciamo ora un riassunto brevissimo su dittonghi, trittonghi e iati per chiarire definitivamente le idee. Ricordate che in apertura di questo paragrafo trovate delle mappe concettuali e che alla fine potrete esercitarvi con degli esercizi di vario livello!

Le vocali possono unirsi in dittonghi o trittonghi. Il dittongo consiste nell’unione di due vocali consecutive mentre il trittongo è formato da tre vocali. In tutti i casi le vocali da prendere in considerazione sono i e u. Non possono esserci infatti né dittonghi né trittonghi se mancano i e u.

Il dittongo consiste nell’unione di i o di u con le vocali a, e, o, come avviene nelle parole bIEtola, fIUto, gUAnto e UOvo: in questi casi infatti la vocale i si unisce alla vocale e (bIEtola) e u (fIUto), e la vocale u si unisce alla vocale a (gUAnto) e alla vocale o (UOvo). I e u sono in prima posizione (Ie, Iu, Ua, Uo) ma possono anche comparire in seconda posizione, come nelle parole mai, sei ed Europa, paura: come si nota i è preceduta prima da a (maI), poi da e (seI), mentre u prima da e (eUropa), poi da a (maI). I dittonghi in cui i e u sono in prima posizione si chiamano dittonghi ascendenti, i dittonghi in cui compaiono in seconda posizione si chiamano dittonghi discendenti. Ricordiamo che i dittonghi non si dividono mai, quindi bietola si dividerà come bie.to.la, fiuto come fiu.to ecc.

Il trittongo consiste nell’unione di tre vocali, di cui due devono essere i e u; i e u possono o precedere una vocale tra a, i e o, come nel caso di aIUOla, oppure comparire prima e dopo, come avviene in mIEI. Anche i trittonghi non si dividono mai, quindi aiuola sarà diviso come a.iuo.la e miei come miei.

Lo iato consiste nella separazione di due vocali forti: a, e, o non possono mai formare un’unica sillaba come avviene nel dittongo e nel trittongo; per questo motivo parole come aereo, meteo, maestra ecc. si dividono come a.e.re.o, me.te.o, ma.e.stra ecc. Anche i e u accentate si dividono e non formano dittongo: nella parola zia ad esempio i è accentata, quindi la divisione in sillabe sarà zi.a; lo stesso vale per paura: qui u è accentata, quindi la parola sarà divisa come pa.u.ra.

Esercizi su dittongo, trittongo e iato

Qui di seguito troverete degli esercizi su dittongo, trittongo e iato; si tratta di test di vario tipo, dal Vero o Falso alle domande a risposta multipla che vi permetteranno di verificare quante ne sapete davvero. Ogni risposta errata avrà una correzione chiara, quindi potrete fugare qualsiasi dubbio sull’argomento. Buona grammatica!

0%

Dittonghi, trittonghi e iati - Ortografia e fonetica

Sai proprio tutto su ortografia e fonetica? Mettiti alla prova con queste domande su dittonghi, trittonghi e iati!

1 / 10

1. Nella parola "aiuola"

2 / 10

2. Nella parola "gnomo" la sequenza "gn" è un dittongo perché compaiono due segni che indicano un solo suono

3 / 10

3. Il trittongo è una sequenza di tre

4 / 10

4. Dittongo e digramma sono sinonimi perché fanno riferimento entrambi a due segni grafici

5 / 10

5. La divisione in sillabe di "MIEI" è

6 / 10

6. Il dittongo è una sequenza di due

7 / 10

7. Nella parola "meteo" compare uno/un

8 / 10

8. Nella parola "aggeggio" la sequenza "IO" è un dittongo

9 / 10

9. La divisione in sillabe di "MAESTRIA" è

10 / 10

10. Nella parola "ciliegia"

Your score is

Quante ne sanno gli altri? Sfidali!

LinkedIn Facebook Twitter VKontakte
0%