Complemento predicativo soggetto e oggetto: esempi, spiegazione, mappe

Gli esempi di complemento predicativo del soggetto e dell’oggetto che proporremo vi permetteranno di comprendere bene questi argomenti di analisi logica che non sono sempre chiari, soprattutto la differenza tra l’uno e l’altro. Servono molti esercizi di grammatica per fissare bene i concetti e la casistica ma una spiegazione facile potrebbe tornarvi utile. Questa guida con schemi e mappe, e un riassunto alla fine, affronta gli aspetti principali dell’argomento per consentirvi di ripetere velocemente in vista di verifiche scritte, interrogazioni ed esami.

Complemento predicativo del soggetto e dell’oggetto spiegazione: cosa sono, a che domanda rispondono?

Partiamo dalla nozione più rilevante: i complementi predicativi in analisi logica possono essere nomi o aggettivi; questo significa che in linea di massima non esistono altre parti del discorso (verbi, avverbi ecc.) che possono fungere da complementi predicativi. Vediamo ora cosa sono questi complementi e come funzionano nella frase.

Il complemento predicativo 1. completa il verbo e 2. fa riferimento al soggetto o al complemento oggetto. Osservate le due frasi qui di seguito.

  1. Lucia sembra davvero determinata;
  2. Considero Lucia davvero determinata.

In entrambe le frasi l’aggettivo determinata completa i verbi, nel primo caso sembrare, nel secondo considerare: se infatti provate a cancellarlo dalla frase questa vi suonerà come incompleta (Lucia sembra come? Considero Lucia come?). Ecco perché il complemento predicativo completa il verbo: senza questo complemento il senso di alcuni verbi non sarebbe chiaro. Vediamo ora il secondo punto.

Cosa significa che il complemento predicativo si riferisce al soggetto o al complemento oggetto? Che se da una parte esso completa il verbo dall’altra esprime qualcosa in merito al soggetto o all’oggetto. Vediamo di nuovo le due frasi.

  1. Lucia sembra davvero determinata;
  2. Considero Lucia davvero determinata.

In tutti e due i casi determinata esprime una qualità di Lucia, cioè l”essere determinata’: nel primo caso Lucia è soggetto, quindi il complemento predicativo prende il nome di complemento predicativo del soggetto; nel secondo caso Lucia è complemento oggetto quindi il complemento predicativo prende il nome di complemento predicativo dell’oggetto. Chiara la differenza?

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Se volessimo associare una domanda ai complementi predicativi potremmo farlo ma è importante aver capito anzitutto cosa sono: i complementi predicativi infatti in genere rispondono alla domanda come? che è molto generica, quindi pensare solo a questa domanda durante l’analisi logica potrebbe indurvi in errore in diversi casi.

Esempi di complemento predicativo del soggetto e dell’oggetto

Alcuni esempi con i complementi predicativi potrebbero tornarvi utili per comprendere a fondo l’argomento ed evitare di commettere errori. Vediamo subito le frasi.

Frasi con il complemento predicativo del soggetto

  1. Il 13 è ritenuto un numero fortunato;
  2. Lucas è soprannominato “il bimbo” per i suoi lineamenti graziosi;
  3. Marco è diventato grande dall’ultima volta in cui l’ho visto;
  4. Raffaella fu nominata direttrice senza che se lo aspettasse;
  5. Sara verrà chiamata in qualità di esperta del settore.

Frasi con il complemento predicativo dell’oggetto

  1. Ritengo il 13 un numero fortunato;
  2. Hanno soprannominato Lucas “il bimbo” per i suoi lineamenti gentili;
  3. Nominò Raffaella direttrice senza che lei se lo aspettasse;
  4. In molti considerano Zaira un bel nome;
  5. Chiameranno Sara in qualità di esperta del settore.

Complementi predicativi verbi: da cosa sono introdotti e come impararli

Fate particolare attenzione ora al colore dei verbi e mettete da parte temporaneamente la frase 5. di ogni elenco (quella in cui il complemento predicativo è introdotto da locuzioni come in qualità di).

Verbi che introducono i complementi predicativi

I verbi che possono introdurre un complemento predicativo sono numerosi e appartengono a varie categorie: verbi estimativi, verbi appellativi, verbi elettivi, verbi effettivi.

I verbi estimativi indicano una sorta di giudizio, come il verbo considerare (ma ci sono anche ritenere, stimare ecc.); i verbi appellativi sono quelli con cui si dà un nome (o un soprannome), come il verbo soprannominare (ma ci sono anche appellare, chiamare ecc.); i verbi elettivi indicano l’azione di eleggere, come nominare (ma c’è anche eleggere, appunto, a cui si aggiunge ad esempio proclamare); i verbi effettivi indicano una trasformazione, uno stato, o una sembianza come diventare (ma ce ne sono molti altri come ad esempio apparire, sembrare ecc.).

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Ricordarli è molto semplice: basta associare i verbi stimare, eleggere, appellare e diventare alle parole estimativo, elettivo, appellativo ed effettivo; quattro parole insomma vi permetteranno di orientarvi al meglio. Tra queste solo diventare è il verbo meno intuitivo da ricordare (visto che non viene definito verbo *diventivo ma “effettivo”), però vi torna utile per non dimenticare che i verbi effettivi indicano anche una trasformazione e non solo uno stato e una sembianza.

Una volta imparati questi verbi, sarà facile classificare tutti gli altri perché vi basterà pensare ai significati: ad esempio chiamare è un sinonimo di appellare, quindi farà parte quasi certamente dei verbi appellativi; lo stesso vale per considerare: è sinonimo di stimare, quindi sarà estimativo ecc. Lavorate per corrispondenze!

Non è inutile saper individuare questi verbi perché è soprattutto in presenza di essi che si trovano i complementi predicativi; nonostante questo non è indispensabile memorizzarli: se capirete come funzionano tali complementi all’interno della frase non ci sarà bisogno di altro. Vediamo ora un ultimo caso per completare la spiegazione.

Preposizioni e locuzioni preposizionali che introducono i complementi predicativi

Il caso di cui parliamo è quello in cui i complementi predicativi possono essere introdotti dalle preposizioni o dalle locuzioni preposizionali. Vediamo la frase 5. del primo elenco (che poi è più o meno quella del secondo: Sara verrà chiamata in qualità di esperta del settore.

In questo caso il complemento predicativo esperta è stato introdotto dalla locuzione preposizionale in qualità di: non ci interessa tanto il verbo quanto questa locuzione. Vediamo le frasi che seguono.

  1. Luca è stato scambiato per un ragazzino;
  2. Marco sarà invitato in veste di responsabile;
  3. Nicla fu chiamata come testimone;
  4. Olivia ha affrontato la situazione da vera amica;
  5. Paride è andato in assemblea in qualità di rappresentante.
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Come vedete, il complemento predicativo è stato introdotto o da preposizioni (per, da) o da locuzioni; per il resto non vi è alcuna differenza rispetto a quanto spiegato sinora.

Riassunto differenza complemento predicativo soggetto e oggetto: schemi e mappe

Questo riassunto sulla differenza tra complemento predicativo del soggetto e dell’oggetto vi permetterà di orientarvi tra le informazioni lette sinora, ma ricordate che serve esercitarsi e non solo leggere per fare una buona analisi logica.

I complementi predicativi del soggetto e dell’oggetto sono nomi o aggettivi che completano il verbo e al tempo stesso si riferiscono o al soggetto o al complemento oggetto. Rispondono in genere alla domanda come? e sono introdotti dai verbi estimativi, appellativi, effettivi ed elettivi oppure da determinate preposizioni o locuzioni.

Si veda l’esempio Luca reputa Mario un amico. Amico è un nome, e si è detto che il complemento predicativo può essere anche un nome e non solo un aggettivo. Questo nome completa il verbo reputare: la frase Luca reputa Mario infatti non avrebbe senso senza un amico. In aggiunta a questo amico fa riferimento a Mario, il complemento oggetto: si tratta perciò di un complemento predicativo dell’oggetto introdotto dal verbo estimativo reputare.

Nella frase Giovanna è stata invitata in veste di rappresentante il complemento predicativo è in veste di rappresentante, ed è introdotto dalla locuzione in veste di. Si riferisce però non a un oggetto ma a un soggetto, Giovanna, dunque è un complemento predicativo del soggetto.

Sotto al titolo del paragrafo trovate anche schemi e mappe sui complementi predicativi che potrebbero tornarvi utili per fissare gli aspetti principali dell’argomento.